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Grazie all’azione di 101 volontari, 400 persone escono dall’emarginazione

Il progetto di rete “Note a margine” dal 2017 al 2020 ha visto 24 associazioni, coordinate dal Csv Belluno Treviso, impegnate per l’attivazione di sportelli di ascolto per anziani, servizi di accompagnamento lavorativo per persone a rischio povertà, percorsi di autonomia per giovani con disabilità

di Alessia Ciccotti

A quattro anni dal suo avvio, ecco un bilancio del lavoro svolto e dei risultati ottenuti da “Note a margine”, un progetto di rete finanziato dal Co. Ge. Veneto, oggi Organismo Territoriale di Controllo, che ha visto la collaborazione di 24 organizzazioni attive nei territori di Treviso, Belluno, Padova e Rovigo, con il coordinamento della sede trevigiana del neonato Csv di Belluno Treviso.

Nato con l’obiettivo di valorizzare, attraverso la co-progettazione e percorsi di formazione, le esperienze di volontariato e le reti già attive nei singoli territori, per dare risposta alle persone in stato di marginalità economica e relazionale, il progetto ha sviluppato tre filoni chiave per realizzare azioni specifiche a favore di anziani soli, giovani con disabilità e adulti inoccupati. Nelle quattro province interessate, dal 2017 al 2020 sono state 387 le persone che hanno beneficiato degli interventi messi in piedi dai 101 volontari delle 24 organizzazioni coinvolte. Volontari che hanno “speso” complessivamente 664 ore al servizio dei più fragili.

I tre progetti chiave, della durata di 36 mesi ciascuno e conclusi a dicembre 2020, sono stati sviluppati con il supporto di I AM Progettazione e il coordinamento della sede trevigiana del Csv. Partendo dall’analisi dei bisogni, passando dalla formazione dei volontari e da specifiche campagne di raccolta fondi e people raising, hanno disegnato risposte efficaci alle marginalità economiche e sociali rispetto a precisi target di riferimento in collaborazione con enti e associazioni locali.

“Linea Aperta”, per gli anziani, ha attivato sportelli di ascolto telefonico per erogare indicazioni sui servizi di prossimità, raccogliere informazioni, nonché ricevere e gestire telefonate di compagnia al fine di abbattere l’isolamento. “C’è posto per te”, per gli adulti a rischio povertà ed emarginazione, si è articolato invece in interventi mirati di orientamento, accompagnamento e inserimento lavorativo, comprensivi di corsi di formazione ed esperienze di tirocinio per i beneficiari in aziende e associazioni. E poi “Ponte 18”, per persone tra 18 e 35 anni con disabilità cognitiva, ha previsto percorsi di formazione, informazione e attivazione dei genitori, così come laboratori-pilota dedicati ai giovani per sviluppare le autonomie, i prerequisiti lavorativi e il mantenimento delle capacità individuali.

Considerevole la dimensione economica dell’opera svolta dai volontari. È stato calcolato, infatti, che a fronte di un co-finanziamento dei progetti chiave di 37.279 euro totali, la loro azione ha infatti generato un contributo netto complessivo pari a 105.169 euro, il 74% del fabbisogno stimato. In altri termini, se i progetti chiave fossero stati sviluppati da soggetti esterni al mondo del Terzo settore, il costo per sostenere tali attività e così offrire risposte ai beneficiari sarebbe stato di 142.448 euro.

Un’occasione di crescita per il volontariato locale, che ha saputo incrementare sinergie e nuove alleanze. In totale sono stati 96 i nuovi interlocutori entrati in contatto con le 24 organizzazioni promotrici; sono stati registrati nuovi rapporti di collaborazione con ben 48 associazioni e organismi del terzo settore del Veneto, 26 aziende, 8 istituti scolastici e 6 enti locali. Interlocuzioni fruttuose che hanno concorso a dare continuità, nel 2021, agli interventi messi in campo da “Note a Margine”, anche tramite nuove iniziative di co-progettazione.

Con il progetto Note a Margine - afferma Alberto Franceschini, presidente del CSV Belluno Treviso - abbiamo voluto proporre alle nostre associazioni di moltiplicare le nostre forze, progettando interventi condivisi in risposta ai bisogni dei nostri territori nell’ambito della disabilità e della marginalità. Ma non ci siamo fermati qui, abbiamo anche supportato le organizzazioni nell’attrarre le risorse necessarie in termini di capacità, risorse e nuovi volontari. Dati alla mano – continua Franceschini – rendicontando i progetti si conferma una volta di più la rilevanza strategica del volontariato nel sistema di welfare locale. Un contributo offerto da una rete che genera benessere e moltiplica il valore delle risorse messe in campo. Importante per questo sostenere il volontariato”.

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