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Sinergie e zero sprechi: così l’Emporio solidale diventa “di comunità”

Dopo tre anni si è evoluto a Mantova il progetto dedicato a famiglie in stato di fragilità: con sempre più realtà del terzo settore unite per superare la frammentazione degli aiuti alimentari. E il ruolo di “facilitatore” svolto dal Csv Lombardia Sud 

di Elena Bortesi

Quando l’attenzione, l’ascolto e la vicinanza all’altro prendono piede in ciascuno di noi, è naturale sentirsi attraversati dalla necessità di voler aiutare, cercare nuove strade che si tramutino in azioni utili per superare periodi di fragilità. Queste le sensazioni che hanno dato vita al “nuovo” Emporio Solidale di Comunità di Mantova. 

Il percorso inizia nel maggio 2018 grazie alla collaborazione tra Acli di Mantova Aps, Comune di Mantova, Aval Odv sezione di Mantova, Csv Lombardia Sud ed altre realtà del terzo settore locale; apre l’Emporio Solidale di via Tamassia 14, un luogo fisico con l’obiettivo di porre al centro le comunità e il loro impegno nel prendersi cura di sé stesse. Nei due anni successivi si susseguono, tra l’altro, un cambio di sede e innumerevoli connessioni con istituzioni, associazioni e aziende locali, ma anche esperienze e storie che confermano, giorno dopo giorno, la necessità della città di avere un emporio vivo e attivo al suo interno. 

Nel febbraio 2020 scoppia la pandemia. Salute, abitudini e sicurezze vengono messe all’angolo da un potente virus che porta tutti a fare i conti con gravi difficoltà socio-sanitarie ed economiche. Da lì a poco, la situazione evidenzia nello scenario mantovano una grande frammentazione nel campo dei sostegni alimentari, portando l’Emporio ad intraprendere un nuovo corso caratterizzato da tre obiettivi: coordinare le attività legate al recupero degli alimenti; connettere le azioni di sostegno alimentare; creare sinergie positive tra le associazioni di volontariato presenti nel capoluogo. Presto vie, strade e piazze si riempiono di silenzio e di distanza fisica volta a prevenire il contagio; un distanziamento seguito fin da subito dalla instancabile azione di 30 volontari che, muniti di strumenti di sicurezza, mettono in campo tempo, vicinanza e solidarietà al fine di dare sollievo ad oltre 150 famiglie. È così che l’Emporio Solidale diventa “di Comunità”. 

“Credo sia molto significativo che il Comune insieme a una fitta rete di associazioni e di enti del territorio voglia mettere in campo un’azione di contrasto alle fragilità, - conferma Andrea Caprini, assessore del Comune di Mantova, - La trasformazione in Emporio Solidale di Comunità avviene dopo un percorso di evoluzione rispetto al progetto del 2018, ampliando la rete dei soggetti che aderiscono da tutto il territorio comunale e che funzioneranno anche da antenne sociali nel segnalare e nell’avvicinare ai servizi le famiglie che possano incontrare difficoltà e fragilità economiche”. 

Il progetto, ufficializzato il 25 febbraio 2021 attraverso la firma di un protocollo d’intesa, vede il coinvolgimento di 13 realtà tra istituzioni ed enti del terzo settore mantovano: Acli Sede provinciale di Mantova Aps (capofila), Agesci Gruppo Mantova 7, Associazione Abramo Onlus, Associazione Agape Onlus, Associazione Libra Onlus, Associazione Porta Giulia Hofer Odv, Aval Odv Sezione provinciale di Mantova, Centro Aperto Aps, Centro di Aiuto alla Vita, Croce Rossa Italiana Comitato di Mantova, Laboje-Associazione di volontariato, Csv Lombardia Sud e Comune di Mantova. Tutti i partner rappresentano, per il territorio, soggetti che animano da tempo i quartieri con una presenza quotidiana e attenta alla comunità. La rete muove i suoi passi in collaborazione con la Caritas Diocesana di Mantova e il progetto Lunattiva2.0.

“L’accento messo su parole come ‘coordinare, connettere e creare sinergie’, - dice Maria Luisa Lunghi, presidente di Csv Lombardia Sud, - è particolarmente attinente alla vocazione del Centro di servizio per il volontariato di Cremona Lodi Mantova Pavia, che conferma l’impegno nelle azioni legate a facilitare il funzionamento della rete associativa, a creare condizioni per sviluppare connessioni con realtà associative e progettualità locali, a favorire vicinanza e prossimità alle fasce più deboli della popolazione, in una convinta dimensione di responsabilità collettiva del terzo settore. Questa esperienza che si è evoluta rispetto al progetto iniziale testimonia che la società civile ‘buona’ ha recepito la lezione della pandemia, cioè che tutti noi apparteniamo a un ampio ecosistema sociale e naturale generativo di solidarietà e coesione: una bella notizia in questi tempi faticosi e tristi.” Per questo il Csv svolgerà, insieme con Acli, un monitoraggio continuo delle realtà attive in tale ambito, per favorire la nascita di collaborazioni che possano portare in un futuro nuove adesioni alla rete; ed è accanto all’Emporio anche nelle attività di comunicazione e di ricerca di volontari disponibili ad impegnarsi nel progetto, in momenti di formazione e di rielaborazione delle loro esperienze.

Le Acli di Mantova, attraverso l’ideazione e la proposta dell’Emporio Solidale di Comunità, si sono prefissate di organizzare una risposta più adeguata alle sfide poste dalla situazione contingente, sia in termini di aumento del bisogno alimentare che del rilevamento di altri “bisogni sommersi”. “Ci siamo posti il tema dell’equità nell’accesso alle risorse, strutturando processi che riducano il rischio che alcuni possano ricevere forme di sostegno sovrapponibili tra di loro, e altri al contrario rimangano esclusi da ogni tipo intervento, - commenta Giovanni Galvani, responsabile dei progetti sociali delle Acli e coordinatore dell’Emporio Solidale di Comunità. - Un altro obiettivo di questo modello è dimostrare che il terzo settore, quando unito da visioni e intenti condivisi, è capace di generare da protagonista percorsi di welfare innovativi, a beneficio di istituzioni locali, imprese del territorio e della comunità tutta”. 

Nel mantovano sono presenti altre esperienze connesse agli empori solidali. Almeno 3 gli spazi gestiti dalla Caritas Diocesana di Mantova in sinergia con associazioni, istituzioni e realtà locali: a Bancole La Bottega Solidale in collaborazione con Porto in Rete; a Quistello Il Tassello con l’Associazione San Benedetto Onlus; a Suzzara Lo Snodo con l’associazione San Lorenzo. Tanti anche i soggetti che a vario titolo, e grazie alla collaborazione con attori del territorio, promuovono la prevenzione dello spreco alimentare attraverso singole attività, come ad esempio la raccolta alimentare e le spese sospese, che soprattutto nell’ultimo anno hanno visto un sempre maggiore incremento. Basti solo pensare al volume di prodotto alimentare raccolto e distribuito (19 tonnellate) dal solo Emporio Solidale di Comunità nel 2020, per misurare l’attenzione della cittadinanza a questi temi. Per informazioni: emporiosolidaledicomunita@gmail.com.

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