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Il Volontariato candidato a bene immateriale Unesco

La notizia è arrivata in occasione della cerimonia di chiusura di Padova Capitale europea del volontariato. Nelle prossime settimane sarà costituito un comitato promotore e resa nota la candidatura ufficiale. "E' un bene prezioso da proteggere e sostenere" 

di Clara Capponi

 

(Fonte: Redattore sociale)

Volontariato bene immateriale Unesco: la candidatura è stata lanciata in occasione della Cerimonia di chiusura di Padova Capitale Europea del volontariato. L'annuncio del presidente Emanuele Alecci, nel ricordo delle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che il 7 febbraio 2020 apriva solennemente l’anno che ha visto Padova Capitale Europea del Volontariato: “Il volontariato è una energia irrinunziabile della società”. Un anno difficile caratterizzato dalla pandemia, in cui il volontariato si è confermato il motore autentico e vero della società. "Senza il volontariato non si sarebbe potuto far fronte al Covid".

Come ultimo atto ufficiale Padova Capitale Europea del Volontariato si costituisce dunque come Comitato Promotore di questa iniziativa. Il comitato e l’advisory board saranno presentati prossimamente assieme alla domanda di candidatura ufficiale Unesco.

“Questa proposta poggia su solide motivazioni. Il volontariato è un elemento di crescita morale e civile di ogni Nazione. E’ un bene prezioso, un capitale e un patrimonio che dobbiamo proteggere e sostenere. Per questo è necessario che il volontariato ottenga il riconoscimento Unesco quale bene immateriale. Questa candidatura vuole avere l’appoggio e il sostegno di tutte le forze attive in Italia a partire dal mondo istituzionale, politico, accademico e culturale. Perché soltanto correndo tutti insieme si potrà raggiungere questo importante risultato”,  spiega Emanuele Alecci.

Quale ulteriore lascito di Padova Capitale Europea è stata presentata da Fondazione Zancan la nuova versione rivista e aggiornata della “Carta dei Valori del Volontariato” pubblicata per la prima volta vent’anni fa, nel 2001. “vi era l’esigenza di riprendere un dialogo tra generazioni che ci aiutasse a rimettere al centro una riflessione sul volontariato che in qualche modo si era bloccata” ricorda il Presidente di Padova Capitale Europea del Volontariato. 

La Carta - il cui coordinamento scientifico e redazionale è stato condotto da Fondazione Zancan - si poggia su quattro valori: giustizia, carità, fraternità e generazioni. Una nuova Carta che raccoglie anche il contributo di idee e esperienze maturate nel corso della pandemia e che si candida a essere strumento di educazione civica nelle scuole Non a caso Tiziano Vecchiato, Presidente della Fondazione Zancan, evidenzia come: “abbiamo trovato un bel bilanciamento fra solidarietà umana e natura così come fra diritti e accoglienza”.

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