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Servizio civile, l'iscrizione degli enti diventa più semplice

La circolare del dipartimento per le politiche giovanili modifica le procedure per accedere all'albo. Tra le novità: nuove tempistiche per l’accreditamento, l'utilizzo dello Spid, le caratteristiche delle figure obbligatorie per la gestione. Nissoli, consigliere CSVnet "Abbiamo messo ordine al sistema" 

di Francesco Spagnolo

Fonte: Redattore sociale

Il sistema del Servizio Civile Universale (Scu) arriva ad un altro giro di boa, dopo che il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Scu ha pubblicato lo scorso 21 giugno la nuova Circolare con le “Norme e requisiti per l’iscrizione all’Albo degli enti di servizio civile universale”.

Dopo un blocco dell’accreditamento che è durato dal 15 novembre 2020 al 21 giugno scorso, passato anche da varie proroghe (la riapertura era prevista infatti per il 15 maggio), la nuova Circolare “segue dei criteri di semplificazione delle procedure di iscrizione ed adeguamento, soprattutto per la parte della modulistica, e di progressiva digitalizzazione dell’intero processo di gestione”, ci dice Ivan Nissoli, rappresentante del CSVnet nella Consulta nazionale del Scu e componente del gruppo di lavoro interno che ha seguito questo tema. Le nuove norme vanno in questa direzione e “puntano a mettere un po’ di ordine nel sistema del Scu” – spiega Nissoli - , a partire dalla natura dei soggetti che si possono iscrivere, le caratteristiche delle figure obbligatorie per la gestione, i sistemi di cui dotarsi nonché le tempistiche con cui effettuare l’accreditamento (oppure l’adeguamento per gli enti già iscritti).

Tra le novità più rilevanti c’è l’obbligo dell’utilizzo dell’identità digitale Spid per accedere al sistema informatico di gestione dell’accreditamento/adeguamento, “funzionalità che sarà in pochi mesi estesa a tutti gli altri aspetti gestionali del Scu”, precisa Nissoli, nonché la possibilità ora di attuare tutte le procedure in maniera esclusivamente online. Inoltre è prevista la sottoscrizione di “un atto di designazione del Responsabile per il Trattamento dei Dati Personali (Rtdp)” che è anche “condizione di ammissibilità alla valutazione dei Programmi di intervento e dei relativi progetti”, spiega il Dipartimento.

Entro due mesi dal primo accesso con Spid, gli enti accreditati saranno tenuti a verificare e integrare i dati relativi ai soggetti sottoposti ai controlli antimafia e entro 18 mesi decorrenti dalla pubblicazione dalla Circolare (quindi entro il dicembre 2022) devono inserire nel sistema informativo i nuovi dati richiesti.

La Circolare stabilisce anche i nuovi requisiti per le sei figure obbligatorie della struttura di gestione, nonché del formatore generale, del selettore e del responsabile del monitoraggio, per i quali sono previsti specifici corsi di formazione a cura degli enti stessi. Per l’indicazione delle sedi arriva un ulteriore novità: gli enti infatti devono sottoscrivere una dichiarazione “relativamente alla sostenibilità dell’utilizzo della sede, in rapporto al numero di operatori volontari indicati, per adeguatezza degli spazi, dei servizi, degli strumenti e delle attrezzature presenti”. “La garanzia dell’ente in termini di sostenibilità delle sedi per il numero di operatori volontari richiesti – spiega il Dipartimento - è correlata alle diverse funzioni alle quali le sedi stesse sono destinate a seconda della tipologia di ente e a seconda della sua mission: la sede può essere il luogo fisico dove si svolgono le attività previste nei Programmi di intervento e nei relativi progetti oppure il luogo di coordinamento di attività che si realizzano essenzialmente presso luoghi terzi quali, a titolo di esempio, il domicilio dell’assistito dall’ente, il territorio sul quale si compiono rilevazioni tecniche ambientali, il punto di raccolta e organizzazione di risorse fisiche e strumentali per intervento di protezione civile e così via”. Arriva anche l’obbligo per gli Enti di realizzare, entro il 31 marzo di ogni anno, un aggiornamento della sezione del proprio sito con la pubblicazione di un report sintetico sui risultati conseguiti nell’ambito dei programmi di intervento svolti nell’anno precedente. Il Rapporto deve contenere una “chiara indicazione di obiettivi, indicatori e target riferiti, fra l’altro, agli output prodotti, alle risorse impegnate, ai percorsi di formazione erogati, al livello di soddisfazione degli operatori volontari”, secondo quanto dettaglia nella Circolare il Dipartimento.

Al contrario di quanto è avvenuto finora, la nuova Circolare stabilisce anche una tempistica entro cui è possibile presentare richiesta di iscrizione di un nuovo ente di accoglienza e di una nuova sede dell’ente Titolare o dell’ente di accoglienza, nonché per modificare un sistema accreditato o aggiornare dei settori di intervento. Sarà infatti possibile farlo solo tra il 1 maggio e il 31 ottobre di ogni anno, mentre durante tutto il corso dell’anno sarà possibile presentare le altre richieste. “Abbiamo provato a rendere il sistema del SCU, con le sue rigidità, più vicino alle esigenze e ai tempi di della vita e della società - conclude Nissoli -, cercando però di non perderne la specificità”.

 
Settembre 2021
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