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Il volontariato toscano reagisce e si adatta in un tempo di incertezza

Secondo la ricerca promossa dal Csv regionale e condotta da Psaroudakis e Salvini dell’Università di Pisa, conta più di 150mila volontari e 1milione e mezzo di utenti. Le organizzazioni di volontariato diminuiscono ed aumentano le Aps. Il presidente Gelli: “volontariato mezzo effettivo di resilienza sociale”

di Alessia Ciccotti

È un volontariato “reattivo, adattivo, incerto e sospeso”, capace di farsi carico dei bisogni dei più vulnerabili e fronteggiare nuove esigenze, nonostante una situazione di instabilità della propria presenza sul territorio anche rispetto al futuro. È quanto emerge dalla rilevazione del Csv Toscana, pubblicata nel Quaderno “Le organizzazioni di volontariato. Identità, bisogni e caratteristiche strutturali in Toscana” a cura di Irene Psaroudakis e Andrea Salvini dell’Università di Pisa.

La ricerca è stata condotta da aprile a novembre 2020 e vi hanno partecipato 1.313 organizzazioni di volontariato (Odv) toscane, che rappresentano il 39,7% delle circa 3.000 iscritte al registro.

Dall’indagine emerge un volontariato impegnato prevalentemente nei settori di intervento tipici del welfare (65,7% Odv), ai quali segue quello culturale (11,7%). Le attività rispecchiano questa fotografia in quanto il 41,4% delle organizzazioni gestiscono servizi di tipo sanitario e socio-sanitario e il 35,4% di tipo sociale.

Gli anziani (23,5%), la collettività in generale (15,4%) e le persone con disabilità (9,6%) sono i principali destinatari delle attività e dei servizi offerti. Complessivamente si rivolgono a circa 1 milione e mezzo di utenti: “ciò significa – commenta il Csv - che il volontariato è in grado di progettare, realizzare, gestire servizi rivolti ad un’utenza ampia e diffusa”.

Da un punto di vista strutturale, i due terzi ha una dimensione piccola, con un numero di volontari inferiore a 25; il 16% ha dimensioni medio-grande, da 26 a 50 volontari; il 28% ha dimensioni grandi, con oltre 50 volontari. Complessivamente, le 1.313 Odv intervistate dichiarano di poter contare sul contributo di 64.308 volontari e volontarie; attraverso questo dato è possibile costruire una stima approssimativa dei volontari presenti nell’universo delle Odv toscane pari a circa 160mila persone.

Le Odv intervistate possono contare su 2.349 volontari stranieri: ciò significa che queste Odv hanno attuato strategie di inclusione sociale verso coloro che spesso sono destinati ad essere i beneficiari delle attività di aiuto. Attraverso questo dato è possibile stimare approssimativamente un numero di volontari stranieri presenti nell’universo delle Odv toscane intorno a 5.800 persone.

Le organizzazioni intervistate, soprattutto di grandi e medie dimensioni, hanno dichiarato di avere 2.586 lavoratori dipendenti; attraverso questo dato è possibile stimare che siano circa 6mila i dipendenti presenti nelle Odv toscane.

Dalla ricerca emerge che il volontariato toscano manifesta un processo di adultizzazione e invecchiamento e una tendenza al graduale decremento nel numero di Odv, cui corrisponde un più evidente incremento parallelo nel numero di Aps.

“Il processo di diminuzione delle Odv – spiega il prof. Salvini - inizia già diversi anni fa, anche a fronte di una costante specializzazione e professionalizzazione nelle aree di welfare tradizionale, che per le organizzazioni più piccole è motivo di incertezza e disorientamento”. La ricerca rileva una stima di circa il 21% in meno di Odv dato dall’8% di organizzazioni che si trasformano in Aps e dal 13% che ha dichiarato la pre-chiusura. Quindi circa 600 Odv sono a rischio chiusura o si trasformano in un altro ente. Questo graduale decremento delle Odv non implica una corrispondente diminuzione nel numero dei volontari: negli ultimi 5 anni il 37% delle Odv indica un aumento dei volontari; il 30% una diminuzione e il 33% una sostanziale stabilità. 

“Il ricambio generazionale è lento: sono over 55 il 48% dei volontari. – spiega ancora Salvini - Se i dati mostrano con evidenza la necessità di investire su una maggiore capacità attrattiva dei giovani, maggiore attenzione va posta anche alla valorizzazione della componente anziana in termini di orientamento delle competenze e di valorizzazione del loro ruolo nelle attività, per costruire un dialogo intergenerazionale efficace”. Infatti, più dei due terzi delle Odv, negli ultimi cinque anni, hanno visto un incremento di volontari di età più avanzata; solo il 2% dei volontari ha meno di 18 anni e il 13,8% ha un’età compresa tra 19 e 29 anni.

“È un volontariato che è stato colpito in modo consistente dalla pandemia – commenta Federico Gelli, presidente del Csv – ma che ha saputo giocare un ruolo importante nella tenuta delle relazioni sociali, costituendo un mezzo effettivo di resilienza sociale, di fronte al lockdown e al distanziamento sociale. Per garantire la qualità agli interventi, ben l’80% dei bisogni espressi riguardano le risorse economiche, i volontari e la formazione, soprattutto di tipo professionalizzante. Per quanto riguarda i servizi, si chiede al Csv di prestare particolare attenzione alle aree della promozione, orientamento e animazione territoriale (21,3%), della consulenza (20,5%) e della formazione (16,7%). Il Csv – continua Gelli – s’impegnerà a rispondere a questi bisogni attraverso il potenziamento dei propri servizi e la messa a disposizione di risorse aggiuntive derivanti da accordi con Regione Toscana ed alcune fondazioni bancarie”.

In merito all’esigenza di nuovi volontari, il presidente del centro di servizi ricorda poi i risultati ottenuti dalla campagna “Passa all’Azione, diventa volontario” e il potenziamento dell’offerta formativa, con un incremento del 13% rispetto al primo semestre 2020. Mentre sui bisogni emergenti dagli obblighi normativi, “il Csv – dice - ha accolto tutte le richieste di consulenza e accompagnamento in materia di adeguamento statuti”.

La ricerca, disponibile sul sito del Csv, sarà presentata venerdì 15 ottobre in occasione del sesto Meeting regionale del Csv “Insieme per il volontariato toscano”.

 

© Foto di Lucio Governa. Progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

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