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Quando l’educazione dei più piccoli è una questione “di comunità”

Al via a Vercelli l’indagine sui bisogni educativi di bambini e giovani della “Comunità educante” la rete di 109 soggetti pubblici, privati e non profit, promossa dal Csv locale e attiva da un anno per rispondere alla crisi innescata dalla pandemia. On line fino al 31 gennaio il questionario di raccolta dati

di Alessia Ciccotti

Quali sono, secondo i cittadini di Vercelli, i bisogni educativi di bambini e giovani a cui è più urgente dare risposta? È il quesito alla base dell’indagine “I nostri occhi, i loro bisogni” avviata dal Csv provinciale nell’ambito delle iniziative promosse dalla “Cev - Comunità educante di Vercelli”, una rete che coinvolge oltre cento attori locali

Con questa ricerca, attraverso un questionario si vogliono raccogliere dati e informazioni utili a comprendere le reali esigenze di bambini, ragazzi e delle loro famiglie, ma anche del loro stato di salute psicofisico, soprattutto a seguito della crisi innescata dalla pandemia, e costruire poi politiche ed iniziative efficaci sul territorio. 

Il questionario è disponibile sia on line che in formato cartaceo e sarà possibile compilarlo per tutto il mese di gennaio. 

La Comunità educante Vercelli è una rete che mette insieme 109 soggetti del territorio di Vercelli ed opera da più di un anno per rispondere in modo concreto alle conseguenze della pandemia del 2020. Ne fanno parte singoli cittadini, associazioni e enti pubblici, tra cui il Comune di Vercelli e la Asl locale

Si tratta di un gruppo aperto, nato dalla volontà del Centro di servizio per il volontariato di Biella e Vercelli, “che - si legge nel manifesto - vuole coinvolgere ed appassionare nel discorso educativo tutta la cittadinanza”, per questo si punta ad attivare collaborazioni ed iniziative condivise insieme, ad esempio, a centri di aggregazione giovanile, oratori, musei o biblioteche per ragazzi. 

Il manifesto è uno dei primi esiti della rete, giunto dopo una fase di conoscenza reciproca tra i soggetti e di impostazione del lavoro, partita nel mese di giugno 2020 e condotta interamente a distanza. 

“I progetti di Comunità Educante – si legge ancora nel manifesto – possono essere rivolti a tutti i giovani ed i ragazzi della cittadinanza. Secondo un principio di equità saranno predilette le azioni rivolte a quelle fasce di bambini e ragazzi che si trovano maggiormente in difficoltà”. 

Durante l’estate 2021, ad esempio, le associazioni e gli enti che fanno parte della Comunità educante, si sono alternati nell’organizzazione di attività di animazione per bambini e ragazzi, svolte ogni venerdì nei parchi cittadini di Vercelli. Letture animate dedicate a temi ambientali, giochi di ruolo, teatro, escursioni e laboratori, sono state alcune delle iniziative realizzate. Oggi la rete è all’opera per migliorare e rendere più efficace questo tipo di proposte, con l’obiettivo di replicarle la prossima estate. 

#Zeroperimetro è invece il primo progetto della rete Cev, che ha ottenuto il finanziamento della Regione Piemonte, con cui saranno proposti ai giovani degli incontri per sapere direttamente da loro quali sono le loro passioni, i loro interessi, quali sono i luoghi e i modi in cui cercano di coltivarle, ma soprattutto capire se veramente hanno degli spazi e delle opportunità per “fare ciò che amano”. Successivamente, sulla base delle loro risposte, verranno realizzati degli spazi educativi diffusi, percorsi multi-laboratoriali, workshop e webinar. 

Intanto, è prevista per il mese di febbraio la restituzione dei primi esiti della ricerca che si sta svolgendo in queste settimane. 

© Foto in copertina di Cristina Garzone, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

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