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Parma, raccolti oltre 200mila euro per l’educazione e la crescita dei giovani

Si è conclusa l’ottava edizione di Parma Facciamo Squadra, la campagna coordinata dal Csv Emilia che dal 2013 punta a riunire attori profit, non profit e istituzionali del territorio intorno ad una buona causa. Coinvolti 1800 volontari nell’iniziativa centrale dell’Anolino solidale 

di Alessia Ciccotti

L’ottava edizione della campagna “Parma facciamo squadra” si è conclusa con un totale di 216.768 euro di donazioni raccolte e consegnate da Munus, la Fondazione di comunità di Parma, alle 15 associazioni e cooperative coinvolte nell’iniziativa, coordinata dal Csv Emilia, in collaborazione con il Consorzio di Solidarietà Sociale.

I fondi raccolti saranno destinati alla realizzazione di esperienze educative “di significato” per ragazzi e ragazze dagli 11 ai 19 anni, che vivono situazioni di fragilità o in contesti difficili.

I vari attori protagonisti della campagna, grazie alla loro diversità di esperienze e competenze, hanno preparato una serie di proposte per intercettare e coinvolgere gli adolescenti più fragili, a partire dall’ascolto dei loro bisogni: supporto allo studio, riscoperta di spazi aperti, esperienze di cittadinanza attiva, la pratica dei linguaggi espressivi e artistici, la costruzione di oggetti, la cura dei luoghi.

È stato questo l’obiettivo dell’edizione 2021 dell’iniziativa (conclusa lo scorso 25 febbraio, con una serata presso la Casa della Musica), che dal 2013 si propone di riunire l’intero territorio attorno ad una buona causa. Questa volta era, appunto, aiutare i giovani a crescere in una comunità educante, dove la famiglia, la scuola, il terzo settore, le istituzioni, le aziende e ogni cittadino guardino insieme all’educazione come bene comune. La campagna punta, infatti, a colmare il vuoto di occasioni che la pandemia ha inevitabilmente accentuato.

“I due anni appena trascorsi sono stati difficili per tutti – dicono i promotori - ma a pagare più caro il prezzo delle rinunce, sono stati soprattutto i giovani che si sono ritrovati in una dimensione completamente estranea alla loro natura”. “I ragazzi non stanno bene, - si legge nel comunicato stampa finale - l’ultimo rapporto di Save the Children parla dell’aumento di sentimenti negativi per l’83% di loro e della crescita dei livelli di depressione, ansia e autolesionismo. L’isolamento, la mancanza di contatti, la lontananza anche fisica dal mondo della scuola e da tutte le attività che caratterizzano l’adolescenza, hanno lasciato il segno. Educatori e insegnanti ci parlano di ragazzi sempre più soli, chiusi in casa, spaventati dal futuro, spesso senza speranza. Un quadro preoccupante che chiede a noi adulti di metterci in ascolto e intervenire”.

Il cuore della campagna è stato, anche quest’anno, l’Anolino solidale: una staffetta durata una settimana che ha visto impegnati 1800 volontari nella preparazione, in 9 i luoghi diversi di città e provincia, di 30 quintali di “anolini solidali”, arrivati sulle tavole natalizie di tantissimi cittadini. La grande catena Conad ha donato tutte le materie prime e i generi di conforto per i volontari e ha coinvolto 31 punti vendita dove i dipendenti si sono spesi in prima persona in una sorta di volontariato d’impresa. Il gruppo Cucina e logistica della Protezione Civile ha preparato pasta e ripieno e tante sono state le realtà che in vari modi hanno sostenuto l’impresa.

La campagna è stata inoltre sostenuta dalle amministrazioni comunale di Fidenza, Noceto e Sorbolo e, come ogni anno, dalle aziende Barilla, Chiesi e Fondazione Cariparma che hanno moltiplicato per quattro ogni euro donato.

 

© Foto in copertina di Csv Emilia

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