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Valle d’Aosta: oltre 90mila euro raccolti per gli ucraini giunti in regione

La campagna, promossa dalla Fondazione comunitaria e dal Csv regionale, prevede uno stanziamento di 15mila euro per i cittadini che hanno finora ospitato gratuitamente persone in fuga dalla guerra e un altro di 5mila euro per l’accoglienza lunga

di Alessia Ciccotti

Supera i 90mila euro la raccolta fondi “Valle d’Aosta per l’Ucraina” nata per rispondere all’emergenza umanitaria determinata dallo scoppio della guerra, con un’azione di solidarietà che coinvolge sia soggetti pubblici che enti del terzo settore. 

L’iniziativa, lanciata dalla Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta e dal Csv Valle d’Aosta, in partenariato con la presidenza della giunta regionale e il Consiglio permanente degli enti locali, prevede inoltre uno stanziamento fino a 15.000 euro per l’erogazione di un “Contributo alla solidarietà” indirizzato ai privati cittadini che hanno finora ospitato gratuitamente i profughi ucraini arrivati sul territorio regionale.  

La decisione è stata presa dal Comitato di gestione del Fondo, composto da: presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz, sindaco di Fénis Mattia Nicoletta, in rappresentanza del Cpel/Celva, coordinatrice del Csv Elda Tonso e segretario generale della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta Patrik Vesan, dopo una discussione sull’attuale situazione dell’accoglienza dei profughi ucraini e gli strumenti e processi avviati. 

“Questo contributo è da intendersi come una somma una tantum versata a coloro che hanno volontariamente messo a disposizione degli alloggi per accogliere famiglie ucraine in fuga dalla guerra, - spiegano dal Comitato - a titolo di copertura forfettaria di una parte delle spese sostenute. Rappresenta quindi un riconoscimento materiale e simbolico da parte della comunità di donatori che ha alimentato il fondo – dicono – . Chi ha offerto ospitalità temporanea ai profughi ucraini, ha di conseguenza assunto volontariamente l’onere di alcune spese vive. In tal senso, - spiegano - tale “contributo di solidarietà” non è da intendersi in alcun modo come una forma di pagamento di attività esercitata a fini di lucro da parte delle persone ospitanti i profughi ucraini”. 

Sul sito del Csv sono illustrati i requisiti stabiliti per accedere al “contributo alla solidarietà” e specificate le modalità di richiesta ed erogazione dello stesso. 

Il Comitato ha poi deciso di stanziare fino a 5.000 euro a sostegno di attività di accompagnamento all’”accoglienza lunga” (attività di sostegno e tutoraggio), realizzate da organizzazioni non profit, a favore delle famiglie ucraine. Si tratta di una prima tranche di finanziamento che potrà essere replicata sulla base dei bisogni specifici e delle risorse disponibili. Queste attività avranno l’obiettivo di accompagnare i profughi nella loro permanenza sul territorio regionale, prestando ascolto e supporto anche alle famiglie ospitanti.  

Intanto, la raccolta fondi “Valle d’Aosta per l’Ucraina” continua ed è ancora possibile donare al conto corrente aperto dalla Fondazione comunitaria. 

 

© Foto in copertina di Flavio Castellani, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

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