A Ferrara nasce la rete locale degli empori solidali che sostiene 375 famiglie

Sono 4 e con il supporto del Csv Terre estensi operano all’insegna del confronto e della condivisione per sostenere persone e famiglie fragili, per contrastare lo spreco alimentare ma anche costruire legami sociali 

di Francesca Gallini

Negli ultimi anni gli empori solidali si sono dimostrati progetti di comunità efficaci a contrastare le nuove forme di povertà, migliorando la qualità della distribuzione del cibo e agevolando la relazione tra volontari e persone in difficoltà. Elementi che accomunano anche i quattro empori solidali della provincia di Ferrara che di recente si sono riuniti nella rete “Ferrara Empori Solidali”. Sono i market Centosolidale, Il Mantello Ferrara, Il Mantello Pomposa, SolidArgenta, tra cui il confronto e la condivisione è stato facilitato dal Csv Terre estensi, grazie ad un bando della Regione Emilia Romagna.

La rete si è ufficialmente presentata alla comunità a inizio giugno, raccontandosi presso l’Abbazia di Pomposa in un momento che ha rinnovato entusiasmo e motivazione.

“È un traguardo che non avremmo mai immaginato, - commenta Laura Roncagli, vicepresidente di Csv - dove il Centro ha contribuito nella scelta comune di redistribuire il donato, ciò che non si compra e non ha prezzo, in una logica circolare. Ogni emporio ha una storia a sé e opera in stretta sinergia con istituzioni, enti, parrocchie, aziende donatrici, e nell’insieme i quattro empori ferraresi sostengono oggi circa 375 famiglie. Il volontariato che li alimenta – continua Roncagli - è un bene che crea relazioni e valore condiviso di accoglienza, coesione e dono. Pur tra differenze territoriali e di origine, la riflessione condivisa tra gli empori ha aperto prospettive durature. Ringrazio gli enti con cui abbiamo collaborato in questi anni, i 200 volontari che in questi empori ogni giorno si impegnano e gli operatori del Centro di servizio sempre al fianco del volontariato territoriale con l’obiettivo comune di costruire legami sociali, veri beni di prima necessità”.

Il primo in ordine cronologico è stato l’emporio Il Mantello Ferrara, avviato nel 2016 da un progetto del Csv in collaborazione con Comune di Ferrara, Asp e Ausl. “Stiamo seguendo 161 famiglie, che hanno avuto accesso ai nostri servizi tramite un avviso pubblico, ma con il Covid abbiamo imparato a tenerci pronti anche per situazioni di emergenza. - racconta Monica Indelli, presidente dell’Associazione il Mantello Ferrara Aps, costituitasi nel 2019 per gestire l’emporio - In questo modo da metà marzo, al pari di altri empori, abbiamo sostenuto circa 250 famiglie in fuga dalla guerra e arrivate in città, soprattutto costituite da donne e bambini, e da metà giugno parteciperemo a un campo estivo che accoglierà una cinquantina di bambini ucraini”.

La rete Fra Galdino riunisce tutti coloro che donano, con cadenza bimestrale o mensile, uno o più prodotti nella quantità che preferisce. Si è sviluppata intorno all’emporio Il Mantello Pomposa, nato dal coordinamento del Csv e dall’iniziativa dell’Abbazia di Pomposa, Comune di Codigoro, Asp del Delta e Associazione Buonincontro che ne è stata ente gestore fino al 2021, quando si è costituito in associazione di volontariato. Partiti con 50 aderenti, oggi i ‘Fra Galdini’ contano su 180 famiglie, che a Codigoro e paesi limitrofi ogni mese donano beni di prima necessità in base ai bisogni di chi si rivolge all’emporio, presso cinque punti di raccolta. Una forma straordinaria di coesione comunitaria che, nel 2021, ha portato negli scaffali del market solidale 7632 prodotti di prima necessità a favore di attuali 73 famiglie, circa 198 persone sostenute dall’emporio con percorsi personalizzati.

Tutti gli empori cercano di sostenere le persone e le famiglie più fragili, all’interno di una cornice di sostenibilità. Gli obiettivi di questa rete intrecciano infatti la lotta allo spreco alimentare, “con una grande attenzione verso i beneficiari dei servizi, in un’ottica di giustizia sociale distributiva. - come sottolinea Mirco Leprotti, presidente di Centosolidale aps, l’emporio solidate di Cento fondato nove mesi fa - Siamo nati dall’esperienza di tre Caritas locali come un progetto corale e attualmente seguiamo 90 situazioni famigliari complesse, grazie all’impegno di una cinquantina di volontari”.

“Supporto alle fragilità e lotta allo spreco è una dinamica condivisa” come afferma anche Davide Mancini di Solidargenta, emporio solidale che da un anno muove i primi passi nell’argentano: “Da neopensionato ho scoperto l’opportunità di impegnarmi in una realtà innovativa, che incrocia la risposta ai bisogni del territorio con la disponibilità a mettersi in gioco. Inoltre credo che unire insieme le forze porti avanti una storia particolarmente cara al nostro territorio, quella delle società di mutuo soccorso, come la SOMS che forse non è un caso avesse sede proprio dove adesso ci siamo noi”.