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CSVnet Centri di servizio per il volontariato

A Bergamo i presidenti dei Csv a confronto sui temi strategici per il futuro del sistema

Il 22 e il 23 luglio nella Capitale italiana del volontariato 2022 i rappresentanti dei Csv soci di CSVnet hanno lavorato insieme per ridefinire la vision del sistema. Confronto anche con Acri e la Fondazione Onc. La presidente Chiara Tommasini: “vogliamo sostenere con ancora più forza il volontariato in questa fase di cambiamento” 

Due giorni di dialogo e approfondimento, in presenza, sul futuro del volontariato e della rete dei Centri di servizio. Tanti gli stimoli e i temi che hanno animato il meeting dei presidenti dei Csv attivi in Italia, organizzato da CSVnet il 22 e 23 luglio scorsi a Bergamo, nominata Capitale italiana del volontariato per il 2022, e con la collaborazione del Csv provinciale.

Coordinati e con il supporto di Francesco D’Angella di Studio Aps, gli oltre 50 rappresentanti dei Csv di tutta Italia si sono confrontati su quattro temi strategici che hanno animato i lavori e su cui la rete dei Centri sta ridefinendo la propria vision a livello nazionale. A partire dal territorio ovvero come valorizzare l’esperienza che ogni Csv mette in campo nei propri contesti; come sostenere il volontariato nel cogliere la sfida del cambiamento; favorire un modello organizzativo attraverso cui mettere insieme competenze ed esperienze per far crescere i territori; favorire il dialogo fra le diversità e le differenze per rendere la rete dei Csv davvero un hub di comunità.  

Un percorso, che vede nella tappa di Bergamo un primo momento di sintesi di un “esperimento sociale collettivo, iniziato a settembre dello scorso anno a partire dall’ascolto di tutti i Centri di servizio per raccogliere le singoli suggestioni, condividere una visione comune e far conoscere e comunicare meglio cosa stanno facendo per sostenere il volontariato in questa fase di cambiamento” – ha spiegato Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. “Abbiamo messo in moto un pensiero collettivo che ha bisogno di strumenti e metodi per valorizzare le differenze grazie al coinvolgimento di tutti” ha concluso. 

Un pensiero che trova una ricaduta nell’apertura alla collaborazione concreta e al dialogo con tutti i soggetti che animano il territorio, a partire dalle istituzioni, che sono state protagonista di una delle due tavole rotonde che hanno animato le due giornate. 

Dal dialogo,moderato da Francesco D’Angella, fra l’assessore della Regione Lombardia Alessandra Locatelli, l’assessore del Comune di Bergamo Marcella Messina, la parlamentare Elena Carnevali e Mons. Giulio Dellavite della Diocesi di Bergamo è emersa proprio la necessità di riconoscersi e collaborare, per rigenerare l’idea di servizio, trasformandolo in politiche utili per il territorio. 

Una collaborazione, quella fra Pubblica amministrazione e volontariato, che ha un effetto positivo anche per rinsaldare il rapporto di fiducia fra cittadini e istituzioni e che vede nei Csv uno snodo cruciale e una funzione di animazione importante di questo processo.  

La due giorni dei presidenti dei Csv si è chiusa con un confronto con il presidente di Acri, Francesco Profumo e il segretario generale della Fondazione Onc Massimo Giusti. Un dialogo, sempre coordinato da Francesco D’Angella, che si è focalizzato sulle sfide che i rispettivi mondi - quello delle Fondazioni di origine bancaria e quello dei Csv - hanno di fronte in una fase complessa della vita politica e sociale italiana.

Giusti ha ricordato l’importanza del principio di integrazione dei Csv contenuto nel Codice del Terzo settore: “La norma - ha detto - esprime la prescrizione della collaborazione fra Csv ed è una novità che abbiamo voluto sottolineare anche negli indirizzi strategici triennali. Lo scopo - ha ricordato Giusti - è quello di mettere in campo virtuose sinergie perché le eccellenze dei Csv, se capaci di unirsi, possono portare ottimi risultati”.

“Ci aspettano anni complicati - ha detto dal canto suo Profumo - e lavorare per un Paese migliore con il contributo di tutti è la risposta a tutto quello che sta accadendo. Le Fondazioni di origine bancaria si definiscono Agenti di sviluppo e in questa definizione incontriamo una sintonia di linguaggi con il mondo dei Csv. Significa mettere in atto programmazioni pluriennali dopo aver cambiato il rapporto con i soggetti con cui interagiamo”. Diverse le sfide che Profumo ha delineato per il futuro, fra queste l’acquisizione di competenze adeguate a rispondere alle sfide progettuali. “I 4 temi che avete individuato per ridisegnare la vision dei Csv (volontariato, prossimità, organizzazione e diversità e differenze n.d.r) sono centrali anche per le Fondazioni. Importante è trovare forme di comunicazione semplici ed efficaci, funzionali a stabilire relazioni anche al di fuori dei nostri mondi”.

A concludere è stata la presidente Tommasini. “Abbiamo investito sul rafforzamento dei nostri legami - ha detto -, stiamo costruendo con pazienza una strada comune per restituire una visione dei Csv che nasca da un pensiero collettivo. È uno sforzo collettivo per tenere insieme diversità e differenze: quello che abbiamo fatto fino ad oggi ci può permettere di tenere insieme le sfide per il futuro”. 

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