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Pnrr, cosa è stato fatto su educazione, cultura e ambiente

Un’analisi degli interventi che interessano il Terzo settore in questo primo semestre 2022, per avere un quadro sullo stato di attuazione delle misure, dei progetti e sui risultati raggiunti 

di Chiara Meoli*

Il primo semestre del 2022 è ormai concluso, il primo in cui sono state attuate le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), alcune delle quali riguardano anche temi di interesse per il Terzo settore.

Gli interventi di interesse realizzati nei primi sei mesi del 2022 hanno interessato importanti investimenti presenti nel Piano e afferenti, in generale, i settori dell’istruzione, della disabilità, dello sport, della rigenerazione urbana e della lotta al caporalato, oltre che del social housing, dell’housing temporaneo, delle stazioni di posta e della strategia nazionale per le aree interne. Deve essere menzionato anche lo stato di avanzamento degli investimenti concernenti la telemedicina, le case di comunità e la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale.

Vediamo in dettaglio lo stato di attuazione di alcuni di questi investimenti, con particolare riferimento ai temi dell’educazione, della cultura e dell’ambiente, con un’analisi sullo stato di attuazione delle misure e dei progetti afferenti i temi del Terzo settore e sui risultati raggiunti finora.

 

Asili nido, risorse assegnate

All’interno della Missione 4 “Istruzione e ricerca” – Componente 2 “Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università”, l’investimento 1.1. “Piano asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” è rivolto alla costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli asili e delle scuole dell’infanzia, al fine di migliorarne l’offerta educativa e offrire un concreto aiuto alle famiglie, così incoraggiando la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra vita familiare e professionale.

Il Piano in questione mira, di fatto, a innalzare il tasso di presa in carico dei servizi di educazione e cura per la prima infanzia investendo 4,6 miliardi di euro proprio per gli asili nido e le scuole.

Delegato alla gestione dell’intervento è il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’interno, con il coinvolgimento diretto dei Comuni che accedono alle procedure selettive e conducono la fase della realizzazione e gestione delle opere.

A questo proposito, il 2 dicembre 2021 è stato pubblicato l’avviso per la presentazione da parte dei Comuni interessati di proposte per la realizzazione di nuovi spazi o la messa in sicurezza di strutture già esistenti da destinare ad asili nido e scuole dell’infanzia.

Nell’avviso sono stati stanziati 2,4 miliardi di euro per gli asili nido e 600 milioni di euro per le scuole dell’infanzia, secondo le ripartizioni su base regionale già definite dal dm 2 dicembre 2021, n. 343. In particolare, il 55,29% dei 2,4 miliardi di euro destinato ai bambini tra 0 e 2 anni e il 40% dei 600 milioni di euro destinato ai bambini tra 3 e 5 anni sono stati riservati agli enti locali del Mezzogiorno.

I lavori relativi alla tipologia di intervento proposto devono essere aggiudicati entro il 20 giugno 2023 e devono terminare non oltre il 31 dicembre 2025. A quella data sono quantificati almeno 264.480 posti nuovi per servizi di educazione e cura per la prima infanzia (fascia di età 0-6 anni).

Il 3 marzo 2022 il Ministero dell’Istruzione ha comunicato che alla data del 28 febbraio 2022 (termine di scadenza per la presentazione delle proposte in questione) per scuole dell’infanzia e poli dell’infanzia (questi ultimi ricomprendono anche lo 0-2) risultavano pervenute 1.223 domande. Le Regioni che avevano inoltrato più domande sono state Lombardia (163), Emilia-Romagna (134), Campania (113), Toscana (108) e Piemonte (92).

Per i nidi, invece, alla stessa data risultavano pervenute proposte pari a circa 1,2 miliardi di euro sul totale di 2,4 miliardi di euro disponibili. Per consentire di utilizzare tutte le risorse, i termini del bando sono stati quindi riaperti fino al 31 marzo 2022.

Alla chiusura del bando asili nido, risultavano presentate 1.676 candidature per la fascia da 0 a 2 anni, a fronte delle 953 arrivate il 28 febbraio, alla prima scadenza (+76% a livello nazionale).

Le quattro regioni con più domande presentate in termini assoluti sono state: Campania (196), Lombardia (157), Lazio (138), Calabria (137). Veniva pienamente garantita la quota Sud: sono state coperte tutte le candidature presentate dai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, sia per gli asili nido (fascia 0-2 anni) sia per i poli dell’infanzia (fascia 0-6 anni).

La quantità di risorse richieste ammontava a un totale di circa 2 miliardi di euro sui 2,4 disponibili.

I 400 milioni residui sono stati immediatamente ricollocati e destinati all’ulteriore finanziamento delle candidature già pervenute nell’ambito del bando Pnrr per l’incremento dei poli dell’infanzia per la fascia 0-6 anni.

In seguito a questa prima operazione, circa 70 milioni ancora residui sono stati oggetto di un nuovo bando con scadenza al 31 maggio 2022 per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità a Basilicata, Molise, Sicilia, che hanno presentato meno candidature rispetto al budget che poteva essere loro assegnato in base alle risorse disponibili nel Pnrr. Per tale Avviso sono pervenute complessivamente (ulteriori) 74 domande, per un totale di richieste di finanziamento per 81.199.333,64 euro. Il maggior numero di candidature è arrivato dalla Sicilia (22), seguita da Campania (10), Abruzzo, Basilicata, Molise (9 ciascuna), Calabria (7), Puglia e Sardegna (4 ciascuna).

Si procederà nei prossimi mesi all’elaborazione e quindi alla pubblicazione delle graduatorie di quest’ultimo bando e di quello precedente, concluso a fine marzo.

 

Povertà educativa a rischio

I membri del Gruppo di lavoro nominato con decreto del Ministero dell’Istruzione per elaborare le indicazioni per il contrasto della dispersione scolastica e il superamento dei divari territoriali nell’ambito dell’attuazione del Pnrr hanno di recente espresso forte preoccupazione in merito al rischio che gli investimenti previsti si traducano in un’occasione mancata per la lotta alla povertà educativa.

Durante le scorse settimane il Gruppo di lavoro ha prodotto un documento dettagliato di 36 pagine sul tema consegnato al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Sport: entro marzo 2023 l’approvazione di tutti gli appalti pubblici per i progetti

Come noto, all’interno della Missione 5 “Inclusione e coesione” – Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”, l’investimento 3.1. “Sport e inclusione sociale” è finalizzato a favorire il recupero delle aree urbane puntando sugli impianti sportivi e la realizzazione di parchi urbani attrezzati, al fine di sostenere l’inclusione e l’integrazione sociale, soprattutto nelle zone più degradate e con particolare attenzione alle persone svantaggiate.

Nello specifico, la realizzazione dell’investimento si articola in tre principali linee di intervento:

  • rigenerazione delle strutture sportive obsolete: tale tipologia di intervento risulta prioritaria e volta alla riqualificazione e all’efficientamento energetico degli impianti già esistenti, sparsi per il territorio;
  • costruzione di nuove strutture sportive: in tale ottica si intende destinare la parte di fondi che residua dall’impiego per gli interventi di renovation;
  • fornitura di attrezzatura sportiva.

Secondo le previsioni del Dipartimento per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la misura di interesse (il cui costo complessivo è pari a 700 milioni di euro), è calendarizzata entro marzo 2023 l’approvazione di tutti gli appalti pubblici per i progetti in materia di sport e inclusione sociale a seguito di un invito pubblico a presentare proposte ed entro giungo 2026 la realizzazione di 100 interventi per strutture sportive nazionali e 200mila mq. 

A questo proposito, il 23 marzo 2022 sono stati pubblicati due avvisi a manifestare interesse con scadenza al 22 aprile 2022.

Il primo Avviso è destinato ai Comuni capoluogo di Regione, ai Comuni capoluogo di Provincia con popolazione superiore ai 20.000 abitanti e ai Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, per la realizzazione o la rigenerazione di una delle seguenti tipologie di impianto sportivo: impianto polivalente indoor, Cittadella dello sport o impianto natatorio.

Il secondo Avviso è invece destinato a tutti i Comuni italiani ed è finalizzato alla realizzazione di nuovi impianti o alla rigenerazione di impianti esistenti che siano di interesse delle Federazioni Sportive. Il coinvolgimento delle Federazioni permetterà infatti di accrescere l’efficacia delle iniziative per la promozione della cultura sportiva e della partecipazione allo sport, garantendo la medesima visibilità a tutte le discipline.

L’8 luglio sono stati pubblicati gli elenchi dei Comuni ammessi alla fase concertativo negoziale prevista dagli avvisi pubblicati sul sito del Dipartimento per lo sport il 23 marzo 2022.

Per il cluster 1 sono state ammesse le candidature di 155 comuni (di cui 95 con riserva), per un totale di 371.926.895,77 euro

Per il cluster 2 sono state ammesse le candidature di 97 comuni (di cui 35 con riserva), per un totale di 110.346.557,09 euro.

Per il cluster 3 sono state ammesse le candidature di 45 comuni, per un totale di 171.112.422,13 euro.

I comuni ammessi saranno contattati dal Dipartimento per lo sport per l’avvio della fase concertativo-negoziale e la sottoscrizione delle convenzioni.

Rimozione delle barriere nei luoghi della cultura: tempo fino 12 agosto 2022 per inviare l’istanza

Il 6 maggio 2022 è stato pubblicato l’Avviso pubblico per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e luoghi della cultura pubblici non appartenenti al Ministero della Cultura.

I soggetti attuatori destinatari dell’avviso sono istituti e luoghi della cultura, quali musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, nonché i complessi monumentali ex art. 101 dlgs. n. 42/2004, comprese le fondazioni che gestiscono beni culturali di proprietà pubblica ex dm n. 491/2001, consorzi che gestiscono beni culturali di proprietà pubblica ed istituzioni e aziende speciali ex ar. 114 dlgs. n. 267/2000.

Possono altresì presentare domanda i soggetti gestori.

Come indicato all’articolo 4 dell’avviso, si finanziano le seguenti tipologie di interventi:

  • accessibilità dall’esterno (implementazione sito web);
  • raggiungibilità e accesso ai percorsi e ai diversi servizi;
  • percorsi orizzontali e verticali; percorsi museali; formazione specifica del personale; sicurezza ed emergenza; valorizzazione. 

L’importo complessivo del finanziamento dell’Avviso è pari a 123.214.700 euro ripartiti nelle seguenti fasce:

  • fascia A: importo complessivo euro 20.000.000 di euro, con una soglia minima di oltre euro 500.000 di euro e un tetto massimo di euro 2.500.000 euro per singolo progetto, per un minimo di n. 8 interventi;
  • fascia B: importo complessivo euro 103.214.700 euro, con un tetto massimo fino a euro 500.000 euro per singolo progetto, per un minimo di n. 200 interventi. 2.

Ciascun istituto o luogo della cultura interessato può presentare domanda per una sola delle due fasce indicate.

Dalle ore 12 del 12 maggio 2022 alle ore 12 del 12 agosto 2022 sarà attiva la procedura telematica per la compilazione e l’invio delle istanze.

 

Attrattività dei borghi: tutti gli obiettivi raggiunti

Il 24 giugno 2022 sono stati pubblicati i decreti di assegnazione di 1,8 miliardi di euro per il miglioramento dell’efficienza energetica di 274 cinema, 348 teatri e 120 musei; per l’attrattività di 310 borghi (linea A + linea B); per la valorizzazione di 134 parchi e giardini storici; per l’adeguamento sismico e messa in sicurezza di 257 luoghi di culto, torri e campanili e per il restauro di 286 chiese del patrimonio del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno (Fec). Già pubblicato a marzo scorso l’assegnazione delle risorse alle Regioni per interventi di valorizzazione dell’architettura rurale.

Il Ministero della Cultura ha quindi raggiunto tutti gli obiettivi del T2/2022.

 

Da finanziare 30 green communities entro il 16 agosto 2022

Il 30 marzo 2022 sono state individuate tramite un’analisi desk basata su alcuni indicatori individuati a livello centrale le prime tre Green Communities pilota. Si tratta di progetti aventi un focus sulle comunità montane e rurali che attuino una strategia di sviluppo sostenibile, in linea con l’art. 72 della legge 221/2015.

Il 3 maggio 2022 è stato  pubblicato  sul sito istituzionale del Dipartimento per gli  affari  regionali  e  le autonomie il decreto 30 marzo 2022 del Ministro per gli Affari regionali e le autonomie recante l’individuazione  delle tre Green Communities pilota, delle risorse spettanti a  ciascuno dei soggetti individuati e delle relative modalità di finanziamento.

Le tre green communities pilota che riceveranno uno stanziamento di 2 milioni di euro ciascuna sono le “Terre del Monviso” in Piemonte, “La montagna del latte” dell’Unione montana dell’Appennino Reggiano in Emilia-Romagna e il “Parco Regionale Sirente Velino” in Abruzzo.

I progetti pilota selezionati saranno utili al Dipartimento per gli Affari Regionali (ente titolare della misura), per la stesura del bando nazionale (con plafond regionali, sullo stile dell’avviso sui borghi) atteso entro giugno, finalizzato alla selezione di ulteriori 30 progetti ordinari di Green Communties. Rispetto ai progetti ordinari, i progetti pilota selezionati ieri riceveranno meno finanziamenti (2 milioni vs 4,3 milioni), ma avranno anche oneri istruttori minori.

I progetti ordinari intendono finanziare almeno 30 Green Communities sulla base di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale, entro e non oltre il 16 agosto 2022. I progetti finanziabili devono rientrare tra un importo minimo pari a 2 milioni di euro e un importo massimo pari a 4 milioni e 300 mila euro (Iva inclusa), nei limiti degli importi di ripartizione tra le Regioni e le Provincie autonome in base alla tabella di cui all’allegato A.

Possono presentare una candidatura i seguenti soggetti:

  • Unioni di Comuni ex art. 32 dlgs. 267/2000;
  • Comunità Montane ex art. 27 dlgs. 267/2000;
  • Consorzi ex art. 31 dlgs. 267/2000;
  • Convenzioni ex art. 30 dlgs. 267/2000.

© Foto in copertina di Franco Fratini, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano" 

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