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Pnrr, cosa è stato fatto per i soggetti fragili e le tematiche della Missione “Salute”

Concluso il primo semestre 2022, ecco un quadro sullo stato di attuazione delle misure, dei progetti e sui risultati raggiunti sugli interventi che interessano il Terzo settore 

di Chiara Meoli*

Tra gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza ci sono anche misure e progetti afferenti i temi del Terzo settore. A conclusione del primo semestre 2022, è possibile averne un quadro, completo anche dei risultati raggiunti, sino a giugno 2022.

Le iniziative hanno interessato importanti investimenti presenti nel Piano e afferenti, in generale, i settori dell’istruzione, della disabilità, dello sport, della rigenerazione urbana e della lotta al caporalato, oltre che del social housing, dell’housing temporaneo, delle stazioni di posta e della strategia nazionale per le aree interne. Deve essere menzionato anche lo stato di avanzamento degli investimenti concernenti la telemedicina, le case di comunità e la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale.

Vediamo in dettaglio lo stato di attuazione di alcuni di questi investimenti, con particolare riferimento ai soggetti fragili e alle diverse tematiche afferenti la Missione “Salute”.

 

Percorsi di autonomia per persone con disabilità, disponibili i format delle schede progetto dell’Avviso pubblico n. 1 del 2022

Nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione” – Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”, l’investimento 1.2. “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” ha in generale l’obiettivo di accelerare il processo di de-istituzionalizzazione delle persone con disabilità per migliorarne l’autonomia, attraverso la rimozione delle barriere nell’accesso all’alloggio e alle opportunità di lavoro, rese possibili anche dalla tecnologia informatica.

In particolare, le misure di interesse prevedono di attuare progetti di servizi (alla cui implementazione possono concorrere anche gli enti del Terzo settore) coerenti con le misure già presenti afferenti al “Fondo per il dopo di noi” e al “Fondo nazionale per la non autosufficienza, valorizzazione delle capacitazioni delle persone con disabilità”; in tal senso, le misure in questione intendono espandere su tutto il territorio nazionale il percorso già individuato con le sperimentazioni avviate nell’ambito delle “Linee guida sulla vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità elaborate nel 2018 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali” e sulle quali si sono basati sia i Progetti di vita indipendente, finanziati dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, sia i Progetti per il dopo di noi (legge n. 112/2016), finanziati dal “Fondo dopo di noi” nella prospettiva di definizione di tali progettualità come Leps nazionali.

Operativamente è previsto il coinvolgimento di 500 Ambiti territoriali sociali (Ats) per la realizzazione complessivamente di 700 autonomi progetti, che si aggiungeranno a quelli già attivati, nell’ottica del perseguimento graduale di un livello essenziale delle prestazioni sociali che assicuri la possibilità di partecipare a un progetto per la vita indipendente a tutte le persone con disabilità che ne abbiano necessità.

Come noto, il 28 luglio 2021 la Rete della protezione e dell’inclusione sociale ha approvato il “Piano sociale nazionale” e ha adottato la decisione di istituire un gruppo tecnico per l’elaborazione del “Piano operativo per la presentazione delle proposte di adesione alle progettualità per l’implementazione degli interventi territoriali di cui alla Missione 5, Componente 2, Investimenti 1.1, 1.2 e 1.3”. Tale gruppo di lavoro tecnico è stato formalmente istituito il 4 novembre 2021 e quindi incaricato della predisposizione del citato Piano operativo, presentato il 1 dicembre 2021 in sede di Cabina di regia Pnrr e adottato il successivo 9 dicembre 2021 con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Con decreto 15 febbraio 2022, n. 5 del Direttore Generale per la Lotta alla povertà e per la programmazione sociale è stato poi adottato l’Avviso pubblico n. 1/2022 per la presentazione, dal 1 al 31 marzo 2022, delle citate proposte di intervento da parte degli Ats.

Dal 24 giugno 2022 sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono disponibili i format delle schede progetto relative all’Avviso pubblico citato, con relativi piani finanziari e cronoprogrammi, suddivise per le diverse linee di finanziamento.

Le schede progetto dovranno essere caricate dai Comuni e Ambiti Territoriali Sociali (Ats) ammessi al finanziamento solo ed esclusivamente sull’applicativo gestionale che sarà messo a disposizione dallo stesso Ministero del Lavoro nel corso delle prossime settimane, con le modalità e le tempistiche che verranno comunicate in seguito. Le schede progetto saranno poi oggetto di una verifica di coerenza in sede di sottoscrizione delle convenzioni.

Housing temporaneo e stazioni di posta: assegnati oltre 1250 milioni di euro agli Ambiti territoriali sociali

Nella Missione 5 “Inclusione e coesione” – Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”, l’obiettivo dell’investimento 1.3. “Housing Temporaneo e Stazioni di posta per le persone senza fissa dimora” è quello di aiutare le persone senza dimora ad accedere a una sistemazione temporanea, in appartamenti per piccoli gruppi o famiglie, offrendo servizi integrati volti a promuovere l’autonomia e l’integrazione sociale.

L’investimento si articola in due categorie di interventi:

  • housing temporaneo: si tratta di un’assistenza alloggiativa temporanea ma di ampio respiro, fino a 24 mesi, tendenzialmente in appartamenti raccolti in piccoli gruppi sul territorio, destinati a singoli o piccoli gruppi di individui, ovvero a nuclei familiari in difficoltà estrema che non possono immediatamente accedere all'edilizia residenziale pubblica e che necessitino di una presa in carico continuativa;
  • stazioni di posta, Centri servizi per il contrasto alla povertà aperti alla cittadinanza, di non grandi dimensioni: al loro interno potrà svolgersi una limitata accoglienza notturna, attività di presidio sociale e sanitario, ristorazione, distribuzione della posta per i residenti presso l’indirizzo fittizio comunale, mediazione culturale, counseling, orientamento al lavoro, consulenza legale, distribuzione di beni in riuso, banca del tempo, ecc.

Nelle attività sono coinvolte anche le associazioni di volontariato, specializzate nei servizi sociali, attraverso una stretta collaborazione con le pubbliche amministrazioni.

A livello operativo, il 28 luglio 2021 la Rete della protezione e dell’inclusione sociale ha approvato il “Piano sociale nazionale” e ha adottato la decisione di istituire un gruppo tecnico per l’elaborazione del “Piano operativo per la presentazione delle proposte di adesione alle progettualità per l’implementazione degli interventi territoriali di cui alla Missione 5, Componente 2, Investimenti 1.1, 1.2 e 1.3”. Tale gruppo di lavoro tecnico è stato formalmente istituito il 4 novembre 2021 e quindi incaricato della predisposizione del citato Piano operativo, presentato il 1 dicembre 2021 in sede di Cabina di regia Pnrr e adottato il successivo 9 dicembre 2021 con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Successivamente, con decreto del Direttore generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del 23 dicembre 2021, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha adottato l’avviso pubblico n. 1/2021 PrIns – Progetti di Intervento Sociale. Rivolto agli Ats, con una dotazione finanziaria complessiva di 90 milioni di euro a valere sulle risorse REACT-EU – Asse 6 del Pon Inclusione 2014-2020 “Interventi di contrasto agli effetti del Covid-19”, l’avviso sostiene interventi di pronto intervento sociale e interventi a favore delle persone senza dimora o in situazione di povertà estrema o marginalità.

In particolare, possono essere finanziate proposte progettuali che prevedano uno o più dei seguenti interventi:

  • Intervento A: servizi di Pronto intervento sociale, che sono assicurati 24h/24 per 365 giorni l’anno e attivabili in caso di emergenze ed urgenze sociali e in circostanze della vita quotidiana dei cittadini che insorgono repentinamente e improvvisamente, tramite la costituzione di una Centrale Operativa.
  • Intervento B: servizi accessori per sostenere l’accesso alla residenza anagrafica e servizi di Fermo Posta per persone senza dimora, stabilmente presenti sul territorio del Comune, per i quali sia accertabile la sussistenza di un domicilio, ovvero sia documentabile l’esistenza di una relazione continuativa con il territorio in termini di interessi, relazioni e affetti, che esprimano la volontà e l’intenzione di permanere nel Comune;
  • Intervento C: rafforzamento della rete dei servizi locali rivolti alle persone in situazione di grave deprivazione materiale o senza dimora o in condizioni di marginalità anche estrema, tramite il finanziamento delle attività dei Centri servizi per il contrasto alla povertà e di servizi di Housing First, in maniera capillare sul territorio garantendo un approccio integrato di presa in carico e assistenza agli utenti.

Le proposte progettuali dovevano essere trasmesse entro il 30 aprile 2022 (scadenza originariamente fissata al 28 febbraio 2022 e successivamente prorogata dal decreto direttoriale 22 febbraio 2022, n. 11), mentre le attività dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2023.

Inoltre, con decreto 15 febbraio 2022, n. 5 del Direttore generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale è stato successivamente adottato l’Avviso pubblico n. 1/2022 per la presentazione di proposte di intervento da parte degli Ats da finanziare nell’ambito degli investimenti 1.1 – 1.2 – 1.3 della M5C2 del Pnrr. L’Avviso intende favorire le attività di inclusione sociale di determinate categorie di soggetti fragili e vulnerabili come famiglie e bambini, anziani non autosufficienti, disabili e persone senza dimora. L’avviso è rivolto a circa 600 Ats e ai singoli Comuni. Il termine per la presentazione delle proposte progettuali è scaduto il 31 marzo 2022.

Inoltre, con decreto direttoriale n. 98 del 9 maggio 2022 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sono stati assegnati gli oltre 1,25 miliardi di euro del Pnrr per favorire attività di inclusione sociale per soggetti fragili e vulnerabili, come famiglie e bambini, anziani non autosufficienti, disabili e persone senza dimora.

Nel complesso, agli Ambiti territoriali sociali (Ats) e, per essi, ai singoli Comuni e agli enti gestori delle funzioni socio-assistenziali sono stati assegnati oltre 1.250 milioni di euro.

Le risorse sono stanziate per:

  • sostenere le persone vulnerabili e prevenire l’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti;
  • realizzare percorsi di autonomia per persone con disabilità;
  • favorire l’housing temporaneo e le stazioni di posta.

Nello specifico, si prevedono interventi di rafforzamento dei servizi a supporto delle famiglie in difficoltà, soluzioni alloggiative e dotazioni strumentali innovative rivolte alle persone anziane per garantire loro una vita autonoma e indipendente, servizi socio-assistenziali domiciliari per favorire la deistituzionalizzazione, forme di sostegno agli operatori sociali per contrastare il fenomeno del burn out e iniziative di housing sociale di carattere sia temporaneo sia definitivo.

 

Social housing, firmate 138 convenzioni del Programma innovativo della qualità dell’abitare

Ancora con riferimento alla Missione 5 “Inclusione e coesione” – Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”, l’investimento 2.3. “Programma innovativo della qualità dell’abitare (Pinqua)” ha l’obiettivo di costruire nuovi alloggi pubblici, riducendo le difficoltà abitative, riqualificando le aree degradate e puntando alla sostenibilità e all’innovazione verde.

Sono in particolare due le principali linee di intervento della misura:

  • migliorare e aumentare l’housing sociale, favorendo l’accessibilità, la sicurezza e aumentando la qualità dell’ambiente, utilizzando anche modelli e strumenti innovativi;
  • effettuare interventi sull’edilizia residenziale pubblica su tutto il territorio nazionale.

A questo proposito, il 7 ottobre 2021 è stato emanato il decreto del Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile di ripartizione delle risorse che ha dato il via libera ai 159 progetti prescelti per il Programma innovativo della qualità dell’abitare (Pinqua).

Nel mese di gennaio 2022 Anci e Invitalia hanno trasmesso ai Comuni e alle Città metropolitane beneficiari delle risorse le schede di rilevazione per acquisire le informazioni utili a predisporre le procedure d’appalto.

Il 2 febbraio 2022 sul sito del Ministero delle Infrastrutture sono stati pubblicati i decreti di ammissione definitiva al finanziamento delle proposte sia per i Progetti “Ordinari” sia per quelli “Pilota”.

Il 23 marzo 2022 il Ministero delle Infrastrutture ha registrato la firma di 138 convenzioni del Programma, su un totale di 159.  In particolare, sono state firmate 6 convenzioni relative a proposte cosiddette pilota, su un totale di 8 ammesse al finanziamento, e 132 relative a proposte cosiddette ordinarie su un totale di 151. Le convenzioni sottoscritte interessano tutte le Regioni e, ad oggi, in dieci di esse la firma delle proposte ammesse al finanziamento è stata completata.

 

Telemedicina: Lombardia e Puglia le Regioni scelte per l’implementazione delle piattaforme verticali nazionali

L’investimento 1.2. “Casa come primo luogo di cura e telemedicina” della Missione 6 “Salute” – Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” mira, in generale, a migliorare l’assistenza delle persone affette da patologie croniche, con particolare attenzione verso gli over 65. Questo obiettivo primario si collega ad altri tre obiettivi complementari: aumentare il numero dei pazienti assistiti nelle proprie abitazioni incrementandolo a oltre un milione e mezzo entro il 2026; realizzare un nuovo modello organizzativo, con la creazione delle Centrali operative territoriali, al fine di assicurare la continuità, l'accessibilità e l'integrazione della cura sanitaria; promuovere e finanziare lo sviluppo di nuovi progetti di telemedicina per l'assistenza a distanza da parte dei sistemi sanitari regionali.

Il fabbisogno di risorse per la realizzazione degli investimenti è stimato in 4 miliardi di euro, di cui 1 mliardo di euro specificamente per la telemedicina. La ratio dello stanziamento di tali risorse è dare vita a una piattaforma abilitante a livello nazionale che consenta a tutte le Regioni di poter usufruire ai medesimi servizi di telemedicina come la teleassistenza, il teleconsulto, il telemonitoraggio o la televisita.

Per la realizzazione di tali interventi è peraltro previsto l’utilizzo degli strumenti della programmazione negoziata, necessari per garantire il coordinamento dei livelli istituzionali e degli enti coinvolti.

È stata definita una precisa roadmap che prevede, nei primi mesi del 2022, l’avvio del processo di gara per la piattaforma ed entro la fine del 2025 i servizi di telemedicina disponibili per oltre 200.000 persone.

Il 2 marzo 2022 il Ministro per l’Innovazione tecnologica ha illustrato in Conferenza Stato-Regioni il modello per lo sviluppo omogeneo della sanità on line, informando che le Regioni Lombardia e Puglia sono state scelte per occuparsi dell’implementazione delle piattaforme verticali nazionali di telemedicina. In particolare, tali Regioni dovranno sviluppare le applicazioni che abilitano i servizi specifici di telemedicina, ossia la televisita, il telecontrollo, il teleconsulto e il telemonitoraggio, in affiancamento verticale alla componente abilitante sviluppata a livello nazionale. Le due Regioni, con questo incarico, metteranno a disposizione del Paese i servizi e le tecnologie digitali che svilupperanno nell’ambito delle progettualità chiamate a realizzare.

 

Rete di assistenza sanitaria territoriale: raggiunti i 4 traguardi previsti

All’interno della Missione 6 “Salute” – Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, la riforma 1 “Definizione di un nuovo modello organizzativo della rete di assistenza sanitaria territoriale” intende perseguire una nuova strategia sanitaria, sostenuta dalla definizione di un adeguato assetto istituzionale e organizzativo, che consenta al Paese di conseguire standard qualitativi di cura adeguati, in linea con i migliori Paesi europei e che consideri, sempre più, il Sistema sanitario nazionale come parte di un più ampio sistema di welfare comunitario.

La riforma prevede due attività principali:

 

  • la definizione di standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate da adottarsi entro il 2021 con l’approvazione di uno specifico decreto ministeriale;
  • la definizione entro la metà del 2022, a seguito della presentazione di un disegno di legge alle Camere, di un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio “One-Health”.

Nella Conferenza Unificata del 30 marzo 2022 non era stato raggiunto l’accordo per la riforma in questione per le resistenze della Regione Campania. Il 21 aprile 2022 il Consiglio dei Ministri ha comunque approvato il dpcm che recepisce il cosiddetto dm 71 con gli standard per l’assistenza territoriale. Il Governo ha quindi deciso di andare comunque avanti senza l’intesa regionale, come del resto gli è consentito dalla legge che prevede la possibilità per il Governo di adottare autonomamente un provvedimento in caso di mancata intesa con le Regioni entro un mese dal primo esame.

Inoltre tra il 31 maggio e il 1 giugno 2022 sono stati firmati tutti i 21 Contratti istituzionali di sviluppo dai Governatori di tutte le Regioni italiane. I fondi serviranno per costruire la nuova Sanità del territorio con 600 centrali operative territoriali entro il 2024 e poi 1.350 case di comunità e 400 ospedali di comunità entro la prima metà del 2026; ma le risorse serviranno anche per potenziare gli ospedali con 7.700 posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva e con la digitalizzazione di 280 pronto soccorso oltre a 300 interventi antisismici.

Così facendo il Ministero della Salute raggiunge 4 traguardi previsti per giugno 2022 dal cronoprogramma del Pnrr.

 

Entro giugno 2026 la costruzione di almeno 1350 Case della comunità

Nell’ambito della Missione 6 “Salute” – Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, l’investimento 1.1. “Case della Comunità e presa in carico della persona” prevede l’attivazione di 1.288 Case della Comunità, che potranno utilizzare sia strutture già esistenti sia nuove.

Da cronoprogramma, entro il primo trimestre del 2022 era previsto il completamento dell’individuazione dei siti idonei per la realizzazione delle Case: ma tale attività non risulta ad oggi completata.

Entro giugno 2022 è prevista l’approvazione del relativo Contratto Istituzionale di Sviluppo con il Ministero della Salute e le autorità regionali ed entro giugno 2026 la costruzione di almeno 1350 Case della comunità.

 

Bando Ministero della salute “salute-ambiente-clima”: entro il 10 agosto Regioni e Province autonome devono presentare le domande

Il 30 giugno 2022 è stato pubblicato il bando del Ministero della Salute per finanziare interventi mirati nell’ambito del programma “Salute-ambiente-biodiversità-clima” del Piano Complementare al Pnrr. Gli interventi sono volti a definire un nuovo assetto istituzionale in ambito salute-ambiente-clima capace di rafforzare il Sistema sanitario nazionale – Ssn attraverso un approccio olistico One-Health.

L’obiettivo è quello di fortificare la protezione della salute dei cittadini rispetto ai rischi attualmente noti e alle sfide incombenti di natura ambientale-climatica e supportare uno sviluppo sostenibile e una crescita economica in sicurezza, soprattutto in relazione alla transizione verde e alla trasformazione digitale.

I soggetti ammessi a presentare la proposta come capofila/proponente del progetto sono le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Sono considerati ammissibili al riconoscimento del finanziamento, tramite il capofila del progetto, come unità operative i seguenti enti:

  • Aziende ospedaliere, Aziende sanitarie locali e Aziende ospedaliere universitarie e altri Enti del Ssn tramite le proprie Regioni;
  • gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico – Irccs, pubblici e privati, gli Istituti zooprofilattici sperimentali – Iizzss, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) e l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas); 
  • le Università;
  • gli enti di ricerca pubblici;
  • gli enti del Terzo settore;
  • i soggetti privati non Profit che rispettano la normativa europea relativa agli Aiuti di Stato.

Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate a partire dalle ore 10 del 15 luglio 2022 ed entro le ore 17 del 10 agosto 2022.

Leggi anche:

Pnrr, cosa è stato fatto su rigenerazione urbana, aree interne, lotta al caporalato e beni confiscati alla mafia

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© Foto in copertina di Paolo Ferrari e Simona Bertarelli, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

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