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Serve una mano? Ecco la campagna di volontariato “a chilometri 0”

È il messaggio lanciato dall’iniziativa di Parma welfare, la rete di enti, istituzioni e associazioni, tra cui Csv Emilia, per non lasciare solo nessuno, trasformandosi in “buoni vicini di casa”, attraverso piccole azioni, come consegnare la spesa o dare aiuto per una pratica burocratica 

di Alessia Ciccotti

Un messaggio semplice, lanciato da persone comuni, vicini di casa, uomini e donne che si incontrano tutti i giorni nel proprio quartiere. “Serve una mano?” è il claim della campagna di comunicazione presentata da Parma welfare per tendere la mano a chi è in difficoltà e raggiungere chi ha bisogno di un aiuto, pensando in primo luogo a chi non osa chiederlo.

Parma welfare è un progetto di rete che vede collaborare insieme enti locali, istituzioni e associazioni, tra cui anche il Csv Emilia.

La campagna vuole rilanciare Non più soli (una delle azioni principali di Parma welfare), che vede protagonisti i volontari e le volontarie di 23 associazioni della provincia di Parma e di 10 Punti di comunità. Si tratta di organizzazioni radicate sui territori, che da due anni hanno scelto di coordinare il proprio lavoro, consapevoli che per essere efficaci, serve una rete che includa tutti, dove ognuno possa fare la sua parte.

Il progetto è nato infatti nel 2020, in piena pandemia e proprio in conseguenza di essa per costruire un ponte tra le persone più fragili e i servizi pubblici. Consiste in azioni e attività di “domiciliarità leggera” come fare compagnia ad una persona anziana, consegnare la spesa o fare piccole commissioni, aiutare qualcuno a compilare un documento on line o svolgere una pratica burocratica. Insomma, un volontariato “a chilometri zero” - come lo definiscono i promotori – “perché crediamo nella prossimità, convinti che prendersi cura di chi ci abita vicino, sia un modo efficace di costruire comunità”.

E “vicinanza” è una delle parole chiave della nuova campagna che punta a costruire una città di “buoni vicini di casa” che si prendono cura gli uni degli altri, in un rapporto di scambio e reciprocità. Si parte da quattro quartieri: Lubiana- San Lazzaro, San Leonardo, Montanara e Oltretorrente, ma l’idea è di coinvolgere l’intera città.

“Reciprocità” è l’altra parola chiave della campagna che vuole far capire a chi è più fragile che, per i volontari, sarà un piacere poterlo aiutare.

 

Nei primi sei mesi del 2022, il progetto Non più soli ha offerto 5856 servizi. Fra le persone sostenute, ci sono 957 anziani e 484 adulti fragili.

“Ma il sommerso è ancora tanto, - spiegano i promotori - perché chiedere aiuto non è sempre facile e i volontari vogliono che nessuno resti solo davanti a una difficoltà. Quindi, se serve una mano, - dicono - l’invito è a chiamare il 327 307 3216 dove risponde il Punto di Comunità in Ospedale che farà da raccordo con le singole realtà nei quartieri”.  

Non più soli è un progetto sostenuto grazie ai fondi raccolti da Parma Facciamo Squadra 2020 e promosso dal Csv Emilia con Consorzio di Solidarietà Sociale, Comune di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria, AUSL, CISL e UIL, insieme nella rete di Parma welFARE.

Per saperne di più visita il sito www.parmawelfare.it

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