Cambiamo la finanza per cambiare l'Italia: 5 domande di Banca Etica a leader politici

"Cambiamo la finanza per cambiare l'Italia": è la nuova campagna che Banca Etica ha lanciato martedì 15 gennaio 2013, con cui propone ai leader politici in corsa per le prossime elezioni 5 domande su temi fondamentali della finanza e sulle quali vuole risposte 

di Alessia Ciccotti

Convinta che le priorità che stanno a cuore alle persone e alle organizzazioni della società civile socie siano altre da quelle messe sul piatto in queste prime settimane di campagna elettorale, come ad esempio il varo di misure che scoraggino la finanza speculativa a vantaggio di una finanza trasparente e al servizio della collettività e dell'occupazione, Banca Etica ha attivato la piattaforma www.change.org, dove soci, clienti, simpatizzanti e tutte i cittadini consapevoli e responsabili potranno firmare per porre all'attenzione delle forze politiche e ai principali leader, 5 domande cruciali.

La prima riguarda la Tobin Tax e recita: "Intende migliorare l'attuale Tobin Tax al fine di arginare la finanza speculativa, i derivati e le transazioni giornaliere ultraveloci e di reperire risorse per welfare, ambiente e cooperazione? Come?".

La seconda tocca il tema dei paradisi fiscali: "Realizzerà misure per contrastare la fuga di capitali verso i paradisi fiscali? Si impegnerà per ridurre la presenza in tali Paesi delle società italiane controllate dal Tesoro?".

La terza si concentra sull'azionariato popolare: "Rivedrà la tassazione sui piccoli risparmi in modo da non penalizzare le esperienze di democrazia economica e azionariato diffuso?".

La quarta è relativa alla connessione fra etica e finanza: "Si impegnerà per attuare la separazione tra banche commerciali al servizio dell'economia reale e istituti specializzati nel trading, così come auspicato da autorevoli commissioni indipendenti? Introdurrà una definizione normativa della finanza etica e per favorire le attività ad essa correlate incluso il microcredito?"

La quinta domanda, infine, verte sul tema Basilea per il sociale: "Terrà conto del rapporto dell'UE (Liikanen) che segnala il ruolo cruciale del sistema delle banche etiche e cooperative in risposta alla crisi? Chiederà una revisione degli accordi di Basilea affinché non penalizzino le banche etiche e cooperative e non ostacolino l'erogazione di credito a favore delle realtà del Terzo Settore?"

Per partecipare alla campagna basta visitare il sito e firmare la petizione per fare in modo che queste domande vengano sottoposte ai candidati alle elezioni politiche.

"Banca Etica rappresenta un'esperienza finanziaria efficace a sostegno dell'economia reale e al cambiamento sostenibile – spiega il presidente Ugo Biggeri - . Ci siamo impegnati per dimostrare che un sistema finanziario etico e trasparente non solo è possibile, ma ottiene risultati economici, sociali e ambientali migliori rispetto a quelli del sistema finanziario tradizionale. Crediamo che questa crisi - continua Biggeri - sia stata generata in larga parte dalle distorsioni di una finanza sempre più lontana dai cittadini e dalle imprese che creano occupazione producendo beni e servizi utili. Una finanza speculativa cui la politica non ha saputo imporre regole trasparenti. Come tutti siamo chiamati a scegliere chi ci governerà, - conclude - ma per farlo vogliamo sapere cosa i leader politici intendono fare sui temi della finanza: perché da qui dobbiamo ripartire per dare futuro al welfare, all'imprenditoria e all'occupazione in Italia".

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