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Iva e Terzo settore, il punto di vista dei commercialisti

In vista del passaggio dal regime di esclusione a quello di esenzione per gli enti non commerciali di luglio 2024, la Fondazione nazionale di ricerca pubblica un approfondimento ricordando che già dal 1 gennaio 2024 per le Odv e Aps con entrate sotto i 65.000, ai soli fini Iva, saranno applicate le disposizioni previste per il regime forfettario 

di Lara Esposito*

Dal 1° luglio 2024 entreranno in vigore nuove indicazioni sul regime Iva per il Terzo settore che, in risposta alla procedura di infrazione n. 2008/2010 avviata dalla Commissione europea sul tema, passerà dal regime di esclusione a quello di esenzione. Le organizzazioni non commerciali che ad oggi non ne sono provviste, quindi, si troveranno a dover obbligatoriamente aprire la partita iva.

Per analizzare le prospettive sull’argomento, la Fondazione nazionale di ricerca dei commercialisti ha pubblicato sul proprio sito un documento di ricerca dal titolo “Novità IVA nel Terzo settore” che svolge alcuni approfondimenti per una migliore comprensione del nuovo quadro normativo. Nel testo sono inseriti anche alcuni riferimenti alle semplificazioni per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale con entrate sotto i 65.000 euro: tali organizzazioni applicheranno, a decorrere dal 1° gennaio 2024 (e, quindi, con circa sei mesi di anticipo rispetto all’entrata in vigore della normativa di cui sopra), ai soli fini Iva, le speciali disposizioni previste per il regime forfettario.

© Foto in copertina di Rodolfo Tagliaferri, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

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