Una famiglia in più: a Verona è possibile con l’affido leggero
Dal Csv di Verona il racconto di uno dei progetti del Movimento per l’affido e l’adozione che consente di offrire una forma di vicinanza e supporto per superare periodi di difficoltà. Un esempio di reciprocità e collaborazione tra volontariato e amministrazione comunale
Ci sono momenti in cui una famiglia ha bisogno di non sentirsi sola. In provincia di Verona queste famiglie possono contare su persone – volontarie e volontari - che scelgono di esserci, con discrezione, presenza e cuore.
Dal Csv di Verona arriva il racconto di una realtà che da 50 anni opera proprio al fianco di famiglie che vivono periodi di particolare difficoltà.
Si tratta del Movimento per l’affido e l’adozione, che da diversi mesi, in collaborazione con il Comune di San Bonifacio, ha attivato il progetto “Una famiglia in più” per l’affido leggero, una forma di vicinanza che non sostituisce la famiglia di origine, ma la affianca garantendole supporto e sostegno.
È un’iniziativa rivolta a chi vuole offrire la propria disponibilità all'accoglienza di un minore donando parte del proprio tempo libero.
L’affido leggero rappresenta un esempio di reciprocità - uno dei 4 principali valori della Vision dei Csv - perché descrive una realtà in cui si cercano di costruire ponti tra famiglie, tra generazioni, tra bisogni e risorse, con gesti semplici, ma che possono fare la differenza.
I volontari e le volontarie impegnate in questo progetto, infatti, non entrano per cambiare la vita del minore, ma per stare accanto alla sua famiglia, sostenendola nella sua crescita, condividendo il quotidiano. Questo può significare offrire un aiuto con i compiti, per svolgere un’attività sportiva o impegnare il tempo libero.
“L’affido leggero che proponiamo – spiega l’associazione - prevede una flessibilità nella disponibilità oraria, permettendo a ciascun volontario di adattarsi alle proprie esigenze, senza compromettere l’efficacia dell’intervento. Il nostro approccio – continua - si basa sulla creazione di una rete di sostegno che affianchi la famiglia, mantenendo il minore vicino al contesto familiare di origine. Vogliamo sensibilizzare la comunità – aggiunge - sull’importanza dell’affido leggero e della solidarietà familiare, promuovendo una cultura dell’accoglienza che possa fare la differenza nelle vite dei più vulnerabili”.
L’associazione è nata nel 1975 con il nome di "Movimento Gruppi Famiglia onlus" con l’obiettivo di intervenire nelle molte forme del disagio familiare e per dare una famiglia ai minori che ne sono privi. Il Movimento vuole infatti garantire da un lato un'accoglienza adeguata ed amorevole a bambini e bambine, dall’altro un supporto psicologico e formativo alla famiglia affidataria e adottiva, perché possa affrontare con competenza l'affido o l'adozione.
Attualmente è composta da 300 soci, oltre 50 famiglie affidatarie, più di 20 famiglie adottive, 60 minori accolti e 3 ragazzi maggiorenni in accoglienza con progetto verso l'autonomia.
© Foto in copertina tratta dalla pagina Facebook del Movimento per l'affido e l'adozione





















