L’Italia che ricuce al centro della scuola di formazione per il terzo settore toscano
Tre giorni di formazione aperta agli operatori del terzo settore della Toscana organizzata dal Centro di Ricerca Maria Eletta Martini, Cesvot e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Fra i relatori della sessione introduttiva la presidente di CSVnet Chiara Tommasini: “il volontariato rivolge ai Csv domande diverse rispetto al passato”
Si è aperta l’11 settembre a Lucca la quinta edizione di “Orizzonti del terzo settore. L’Italia che ricuce” organizzata dal Centro di Ricerca Maria Eletta Martina, Cesvot e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. La Summer School di formazione prosegue fino al 13 settembre ed è dedicata agli operatori del terzo settore della Toscana.
Alla prima sessione, coordinata da Luca Gori, è intervenuta anche la presidente di CSVnet Chiara Tommasini insieme ad Alessandro Lombardi, Capo Dipartimento per le politiche sociali, del terzo settore e migratorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore e Paolo Balli, direttore del Cesvot oltre al presidente di Cesvot Luigi Paccosi che ha aperto i lavori insieme ai responsabili degli enti promotori.
Chiara Tommasini ha riflettuto sul quadro evolutivo del volontariato in una fase di cambiamento sia sociale sia normativo che riguarda il terzo settore. “Il mondo del volontariato ci sta rivolgendo domande diverse rispetto al passato: al tema dell’adeguamento normativo si aggiunge anche il ripensamento della strutture organizzative e il ricentramento della missione degli enti”.
“I nuovi dati di Istat sul volontariato, diffusi a fine luglio, ci aiutano a leggere le nuove tendenze - ha aggiunto Tommasini -, con l’impatto delle tendenze demografiche e le differenziazioni territoriali. Quando mettiamo in campo le nostre azioni dobbiamo coniugare l’aspetto di servizio con uno più culturale. Le sfide sono molte: a cominciare dall’intelligenza artificiale, dobbiamo utilizzarla e non farsi guidare da essa e dal fornire strumenti gestionali adeguati per tutte le realtà associative: semplici, accessibili e adatti”.
Tommasini ha ricordato la stipula degli accordi di collaborazione di CSVnet con le reti associative nazionali anche per l’affiancamento sul tema dei controlli, sempre nella logica di integrarsi con le altre strutture per migliorare insieme le competenze e dare risposte sempre più di qualità”.
La scuola di formazione prosegue in questi giorni con la presentazione di diverse esperienze del terzo settore particolarmente efficaci e innovative. Al centro la riflessione sul destino degli oggetti della quotidianità di tutti: tessuti, oggetti rotti, rifiuti, abiti, alimenti. Spesso ognuno si trova di fronte alla scelta se tenere o buttare qualcosa e, nel farlo, si deve confrontare con le conseguenze che questa decisione comporta. Immaginandone la nuova vita, si può coniugare l’impatto ambientale con una prospettiva imprenditoriale e un obiettivo di inclusione lavorativa per persone in situazioni di svantaggio. Il terzo settore ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di visione e di innovazione nella ricerca di soluzioni concrete e percorsi alternativi. Dall’impresa sociale alle novità in tema di volontariato, dall’evoluzione dell’amministrazione condivisa all’inserimento lavorativo: molte le prospettive che vengono affrontate nel corso della scuola di formazione, mettendo a confronto esperti di discipline diverse, dirigenti del terzo settore, consulenti e leader nazionali, per discutere esperienze concrete, con i loro punti di forza e le loro fragilità.





















