Catanzaro si interroga sullo stato di povertà in città, ricordando il fondatore di Emmaus

Abbè PierreCome insegnava il fondatore del movimento Emmaus, il monaco francese Abbè Pierre, i poveri non hanno bisogno di assistenza, ma di giustizia. Hanno bisogno di veder riconosciuti i loro diritti, soprattutto quello ad una vita dignitosa. E necessitano di una comunità attenta che sappia adoperarsi per combattere la miseria e sia capace di non rendersi sorda alle loro richieste di aiuto.
Nella giornata che ha voluto celebrare l'Abbè Pierre, a 100 anni dalla sua nascita, con gli scritti e gli esempi che ha lasciato in eredità a quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di seguirne l'opera, istituzioni, rappresentanti dell'associazionismo e del mondo accademico, volontari e studenti si sono ritrovati nella Sala Tricolore della Prefettura di Catanzaro per interrogarsi sullo stato di povertà in città, in occasione dell'incontro voluto dal Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Catanzaro, dal Gruppo Emmaus cittadino, dall'assessorato comunale alle Politiche Sociali e dalla Caritas diocesana.

di Alessia Ciccotti

A dare il proprio contributo all'iniziativa sono stati in molti, anche a seguito delle sollecitazioni che ha stimolato il dibattito il video "La povertà che ci sta accanto" - corredato da testimonianze significative che le giornaliste Benedetta Garofalo e Laura Cimino hanno raccolto da chi convive quotidianamente con lo stato di precarietà e da chi si adopera per risolverlo come operatore alla mensa del Conventino.

 

La povertà, fino a qualche tempo fa, era ben visibile e c'era sempre qualcuno pronto a ricordarla agli altri, come l'indimenticabile "Jejè" che, a detta di don Dino Piraino, responsabile della Caritas diocesana, è stato per anni l'emblema cittadino della necessità di essere considerati come "persone" prima che "disagiati", che accomuna tutti, che siano poveri oppure no.
Sul concetto di solidarietà "non fatta di elemosina" ha insistito lo stesso Antonio Reppucci, prefetto di Catanzaro, ed anche Caterina Salerno, assessore comunale alle Politiche Sociali, non ha potuto nascondere la propria preoccupazione per la mancanza di risorse economiche, ma soprattutto umane, che fa della povertà un fenomeno sociale. Ed invece di stringere un patto di cittadinanza, che rende complici i cittadini e le istituzioni a favore dei più deboli, ci si ritrova per abitudine a girarsi dall'altra parte per non guardare la povertà ed il disagio in faccia. In città come altrove.

"Cosa rimane, dunque, dell'insegnamento di Cristo, che ad Emmaus, in Palestina, è venuto in soccorso dei discepoli affranti per consolarli ed infondere in loro una nuova speranza?" Se l'è chiesto Mario Cortese, presidente del CSV di Catanzaro, rimarcando inoltre come il vero spirito del volontariato sia racchiuso nel sentimento evangelico della compassione, e se lo domanda ogni giorno Maria Concetta Infuso, presidente del gruppo Emmaus di Catanzaro, quando si prodiga nel rendere protagonisti del loro percorso di "risalita" i suoi assistiti.

È nel riscoprirsi appunto soggetti attivi di cambiamento che, secondo Giorgio Marcello del Dipartimento di Sociologia dell'Unical, quanti sperimentano l'emarginazione possono farsi portavoce del proprio processo di "liberazione" dalla povertà con le istituzioni. Esiste, infatti, una povertà più pericolosa di quella materiale, ed è quella delle relazioni, da cui trae origine l'enorme divario civile che sempre più separa il sud dal nord del Paese.
E l'impegno del fondatore del movimento aconfessionale Emmaus – raccolto nel libro presentato da Renzo Fior, "Tutte le sfide dell'Abbè Pierre" – prende spunto da tutto questo, con la certezza che la miseria non sia un fenomeno ineluttabile, ma possa essere sconfitta attraverso il recupero dei concetti di fratellanza, bene comune e giustizia.

Concetti che a più riprese riaffiorano nei temi e nelle immagini con cui gli studenti degli Istituti "De Nobili" e "Maresca" hanno partecipato al concorso appositamente indetto per la manifestazione. Ed i tre vincitori (la classe del Maresca che ha realizzato il video "Fai la differenza", e Francesca Gatto e Chiara Montesano del De Nobili, autrici degli elaborati selezionati da una commissione) hanno ricevuto in premio il libro dell'Abbè Pierre e degli zainetti direttamente dal prefetto Reppucci, dall'assessore Salerno e dalla Infuso di Emmaus.

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