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A Verona il volontariato approda all'università con Merita fiducia

cerimonia meritafiduciaAll'Università di Verona si sono "laureate" nuove associazioni con il marchio etico Merita Fiducia, una certificazione di trasparenza che favorisce la stima dei donatori. La consegna degli attestati è avvenuta durante il convegno "Volontariati in corso" sul tema della motivazione a permanere nelle associazioni, organizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato e dall'Università degli Studi di Verona - Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia.

Alle 27 associazioni già certificate (il registro completo nel sito www.meritafiducia.it), se ne sono aggiunte 6, che hanno concluso il complesso iter di accreditamento, a favore di trasparenza, organizzazione interna e rendicontazione pubblica;

di Alessia Ciccotti

questi i loro nomi: Associazione Proposte Sociali ONLUS, Associazione San Antonio ONLUS, AVSS Croce Blu ONLUS, Compagnia Dopolavoro Gino Franzi, FEVOSS Federazione dei Servizi di Volontariato Socio-Sanitario ONLUS, Sinergia. Sono 3, invece, quelle che hanno ottenuto il rinnovo biennale del marchio: l'Associazione di Volontariato Opero Silente, AVIS Terrossa di Roncà, CAV Movimento per la Vita - Cologna Veneta.

 

Ad un percorso più impegnativo si sono invece sottoposte ABIO Associazione per il Bambino in Ospedale, AUSER Autogestione dei Servizi e della Solidarietà – Provinciale, Gruppo Amici degli Spastici - Daniela Zamboni, SOS Servizio Operativo Sanitario, che hanno raggiunto e vedono confermata per i prossimi due anni la versione "Plus" del marchio; un riconoscimento che impone la redazione di Bilancio Sociale e Carta dei Servizi, oltre all'impegno a sostenere la formazione dei dirigenti dell'associazione.

Dopo Verona, che per prima ha avviato l'iter di accreditamento nel 2009, ora il marchio ha raggiunto anche altre province del Veneto come Belluno e Rovigo e si tratta di un aspetto sempre più conosciuto, tanto che aziende, enti ma anche privati che intendono donare e contribuire al terzo settore, si basano sul possesso o meno del marchio, come parametro di scelta della realtà solidale da sostenere. Un esempio è il Rotary club Verona Sud - Michele Sanmicheli - che ha dato ad una delle nuove associazioni appena certificate un contributo in denaro. L'assegno, è passato di mano dal presidente del Rotary Paolo Cossater ai volontari dell'associazione San Antonio, poco dopo la cerimonia di consegna degli attestati.

"Il marchio Merita Fiducia, che certifica la trasparenza e consente di esplicitare e rendere visibile questo atteggiamento, è una prima risposta per affrontare la crisi del welfare e la riduzione dei donatori istituzionali e pubblici", puntualizza Chiara Tommasini, presidente del CSV.

Merita Fiducia non è una novità nel panorama nazionale e internazione, i marchi per il mondo del non profit esistono da molti anni sia in Europa che negli Stati Uniti. Per il nostro territorio, un riconoscimento di questo genere, rappresenta una modalità nuova per le associazioni, che coinvolge il loro rapporto con il territorio e il vasto mondo degli stakeholders.

Il convegno, nell'ambito del quale si è inserita la cerimonia di assegnazione del marchio, è stato una giornata di studio per presentare il lavoro portato avanti durante l'anno scorso tra CSV e Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia dell'Università di Verona: un progetto condiviso che ha analizzato i vari aspetti organizzativi delle associazioni di volontariato, con particolare attenzione ai volontari e alle dinamiche interne che ne incentivano la permanenza nelle realtà cui prestano servizio gratuito. CSV e Università hanno infatti lavorato in tandem per realizzare una ricerca che tenesse conto delle buone pratiche e degli strumenti già messi in atto dalle Organizzazioni di Volontariato che hanno preso parte al progetto di ricerca, mettendo a disposizione la propria conoscenza ed esperienza sul campo, insieme a strumenti più teorici. E l'integrazione delle due distinte metodologie ha permesso di rendere "azione sul campo" i risultati della ricerca, lavorando per attivare strumenti e pratiche nuove nell'organizzazione dell'associazionismo.

"Ne è emerso un quadro interessante e variegato. Si tratta di dinamiche soggettive interne a ciascuna associazione, che vanno studiate e analizzate singolarmente. - spiega Anna Maria Meneghini, ricercatrice di Psicologia Dinamica - Tuttavia, generalizzando, possiamo dire che una buona gestione non può sottovalutare l'aspetto di benessere percepito tra i volontari che, socialmente, devono identificarsi proprio come parte del progetto sociale. Inoltre, fondamentale è risultato il grado di coinvolgimento di questi nelle scelte organizzative".

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