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Norma salva Slot "una vergogna per le Istituzioni" il commento della campagna Mettiamoci in gioco e del Forum Terzo Settore

mettiamoci in giocoRabbia e indignazione dal mondo del terzo settore dopo l'approvazione in Senato lo scorso 18 dicembre, dell'emendamento che prevede tagli ai trasferimenti per l'anno successivo  per i Comuni o Regioni che si dotano di norme restrittive contro il gioco d'azzardo, qualora diminuiscano le entrate dell'erario.

di Clara Capponi

"Massimo sdegno per l'emendamento che è stato approvato ieri in Senato a tutela, di fatto, delle grandi lobbies del gioco d'azzardo e delle slot machines" fa sapere con una nota il Forum Nazionale del Terzo Settore.
"Il testo approvato penalizza infatti proprio quei Comuni più virtuosi che attuano per il proprio territorio norme restrittive contro il gioco d'azzardo; è proprio a loro che vengono trasferiti meno fondi dallo Stato. Puniti anziché premiati. Una vergogna che ci lascia senza parole e che incentiva ancora di più il gioco d'azzardo nel nostro Paese, portando milioni di persone e famiglie alla disperazione, con ricadute pesantissime dal punto di vista sociale. Il gioco d'azzardo può diventare una patologia e sappiamo bene che colpisce proprio laddove sono più forti disagio sociale, fragilità ed emarginazioneCi appelliamo al Governo - conclude la nota del Forum - perché, con senso di responsabilità, intervenga immediatamente su questa disposizione, modificandola."
Ancoro più duro è il commento di don Armando Zappolini, portavoce della Campagna Mettiamoci in gioco.
"L'inserimento nel decreto legge 'Roma Capitale' di una norma che punisce, con tagli ai trasferimenti, Regioni ed Enti locali che adottano provvedimenti restrittivi in materia di gioco d'azzardo è una vera vergogna", dichiara don Armando Zappolini,a nome di tutti i promotori della campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo: Acli, Adusbef, Alea, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fondazione Pime, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker - pensieri senza dimora, Uil, Uisp.

 "Evidentemente la lobby del gioco d'azzardo ha fatto sentire ancora la sua voce e qualcuno nel Governo, ma anche in Parlamento, ha deciso di abbassare il capo", continua don Zappolini. "Ma questa furbata evidenzia anche l'affanno in cui si trovano i soggetti legati all'azzardo: sentono la morsa dei cittadini, delle Istituzioni locali, delle associazioni, dei sindacati che in questo ultimo anno si sono mobilitati in modo sempre più forte contro i rischi del gioco d'azzardo, hanno avanzato proposte di regolamentazione e fatto denunce, hanno approvato provvedimenti che sanciscono regole e limiti. Sono molto preoccupati da come si stanno mettendo le cose e perciò ricorrono ai mezzi peggiori, come il ricatto verso enti che sappiamo bene in quali condizioni finanziarie versano."

"Per questo chiediamo con forza al Governo e al Parlamento di abrogare questa norma salva-slot al più presto", conclude il portavoce di Mettiamoci in gioco. "L'approvazione successiva, sempre al Senato, di un ordine del giorno che impegna il Governo a monitorare, insieme a Regioni ed Enti locali, gli effetti della norma non è risolutiva, perché non ha senso monitorare qualcosa che sappiamo già essere profondamente sbagliato."

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