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Dimensione territoriale e modelli organizzativi… con uno sguardo all'Europa

250 iscritti, 6 gruppi di lavoro concentrati sul futuro assetto dei CSV, 2 testimonianze di volontariato internazionale e una tavola rotonda per riflettere sulle tante esigenze e volontà che animano il vasto mondo del volontariato 

di Clara Capponi

Si conclude con questi numeri e con questi contenuti la Conferenza Annuale di CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato - dal titolo “La frontiera dei territori”, tenutasi nel Palazzo degli Affari di Bologna dal 25 al 27 maggio.

I territori, quelli che abitano i CSV con il loro lavoro quotidiano e stratificato, si fanno frontiera per essere vissuti e attraversati da un nuovo desiderio di cambiamento, per far incontrare bisogni e far nascere opportunità. 

Un'attitudine che incrocia anche esperienze altre, come testimoniano gli interventi avvenuti durante la sessione di sabato 26 maggio, di Marina Sarli, italiana adottata dalla Grecia, fondatrice e presidente di Fair Trade Hellas, e di Abdessamad El Jaouzi, 32enne presidente del Cantiere dei Giovani Italo Marocchini.
Intervistati dal giornalista Rai Giovanni Anversa, i loro interventi hanno offerto alla platea di CSVnet uno spaccato delle realtà di volontariato nel Mediterraneo, alle prese con la primavera araba, le sue origini e i suoi effetti, e con la crisi socio-economica.

Secondo Marina Sarli in Grecia, a differenza di quanto avviene in Italia anche attraverso il sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), non esiste “una vera politica nazionale strategica per lo sviluppo e il riconoscimento delle reti di volontariato e del terzo settore, delle figure che operano in esso con competenze spesso professionali; non c'è la voglia di pensare un approccio nuovo che veda operare insieme terzo settore e società civile per lo sviluppo di politiche locali e nazionali”. Tuttavia nella crisi socio-economica che la popolazione ellenica sta vivendo, un segnale positivo, di speranza per il futuro, arriva proprio dalla società civile. “Con l'esponenziale aumento delle necessità di aiuti a gruppi socialmente svantaggiati, – spiega ancora Marina Sarli - si è creato un terreno fertile per la nascita di reti sociali di supporto e azione. Uno dei tanti esempi sono le cucine collettive di Atene che si ritrovano in piazza, spesso inseguiti dalla polizia, per far da mangiare ai poveri. È incoraggiante vedere come la società greca abbia reagito dimostrando tempismo e spirito d'iniziativa”.

Abdessamad El Jaouzi, nato a Marakech, cresciuto in Italia, ha parlato del ruolo che le nuove generazioni hanno avuto nella primavera araba in Marocco: “Sono stati i giovani ad avviare il processo che ha portato al cambiamento, sono loro che hanno chiesto una svolta decisiva”– ha detto il presidente di CGIM –. Parlando di integrazione e seconde generazioni El Jaouzi ha inoltre ribadito come l'integrazione debba essere un processo attivo per i nuovi arrivati ed in questo “il Terzo Settore deve lavorare di più affinché siano creati scambi e relazioni produttive. Piuttosto che esportare la democrazia, sarebbe importante favorire un processo di esportazione di modelli, esempi e buone pratiche del volontariato europeo nei paesi del Mediterraneo. Le associazioni di origine straniera presenti in Italia in questo senso possono dare un grande contributo”.

La manifestazione, realizzata con la collaborazione del Coordinamento regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e di VOLABO, il CSV della provincia di Bologna, ha ricevuto inoltre l'augurio del Presidente della Repubblica, tramite il Segretario Generale, Donato Marra.

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