Un anno di servizio civile nei luoghi del sisma raccontato da 218 giovani

Si intitola “Il gusto di costruire comunità” il libro presentato dai protagonisti di tre dei progetti accolti con il bando straordinario post terremoto 2016, con capofila i centri di servizio per il volontariato del Lazio e dell’Aquila 

di Marco Travaglini

Un'opportunità per rialzarsi e reagire dopo una catastrofe violenta e devastante. Questo ha rappresentato per 1.298 ragazze e ragazzi, quasi tutti residenti nelle aree del terremoto del 2016, l'anno di servizio civile appena concluso. Per 218 di loro, il traguardo è stato celebrato ad Amatrice nei giorni scorsi, con la presentazione del libro “Il gusto di costruire comunità” che raccoglie testimonianze, emozioni e ricordi di un anno che resterà per sempre nella loro memoria.

Il libro è nato da un’idea degli stessi giovani, che hanno animato tre dei progetti accolti nel 2017 con il bando straordinario dell’Ufficio nazionale del servizio civile dedicato all’emergenza post sisma. In questo caso i capofila dei progetti erano i centri di servizio per il volontariato del Lazio e quello della provincia dell'Aquila, mentre altri hanno visto protagonisti i Csv delle Marche, e i due Csv dell’Umbria (Perugia e Terni), tutti con il patrocinio di CSVnet.

Copertina del libro "Il gusto di costruire comunità"

«Il servizio civile è una scelta consapevole di amore: verso gli altri, verso se stessi, verso il proprio paese di origine. Scegliere di partecipare a questo bando è stato qualcosa di più. È stato un bisogno interiore di ricostruire, non solo materialmente ma soprattutto dentro se stessi, ciò che è andato perduto sotto polvere e detriti». Inizia così la testimonianza di Lia, volontaria presso la Caritas di Rieti, che racconta la sua esperienza come un viaggio, «perché nonostante tutto ho avuto modo di conoscere nuovi orizzonti fatti di volti, di sguardi, di parole non dette, di sorrisi, di mani che si sfiorano, di infinita tristezza e rassegnazione, di forza, di volontà, di coraggio».

C'è chi, suo malgrado, pensando di dare il proprio contributo a seguito di un'emergenza, si è trovato a fronteggiarne anche di nuove. Come Alberto e Giorgia quando, a fine agosto 2017, si sono ritrovati a dare una mano nell'incendio che ha colpito Poggio Bustone, e si sono trovati impegnati a rifornire di viveri i volontari, coordinarne l'azione e aiutare in prima persona a costruire linee tagliafuoco.

C’è chi ha dovuto lottare e vincere anche contro la propria voglia di rinunciare e mollare tutto, come Valentina, volontaria presso il comune di Posta, impegnata anche nel riordino di un archivio polveroso, tra muffa e faldoni rosicchiati dai topi: «Dopo aver sistemato l’archivio siamo passati al magazzino e li sì, che la situazione è peggiorata: tutti quegli scatoloni buttati, vestiti ovunque, l’allergia che mi stava uccidendo e la voglia di abbandonare che si faceva sempre più pressante». Salvo ora ripensare a quei momenti con un misto di nostalgia e gratitudine: «Ho litigato giorni interi, ho pianto e spesso mi sono arrabbiata, ma è stato l’anno in cui sono cresciuta, ho fatto moltissime esperienze, non mi sono arresa a niente, ma soprattutto mi sono messa in gioco, ho rastrellato l’erba, sono salita sul trattore, mi sono girata tutti i paesi del luogo tra scale e salite per consegnare le bollette».

volontari servizio civile terremoto L'Aquila

Dare una mano significa in alcuni casi anche saper ascoltare e trarre insegnamenti dalle esperienze degli altri. Tra le attività svolte da Sofia all'interno del suo progetto c'è stata quella di raccogliere e trascrivere le storie degli anziani ospiti della casa di riposo di Barete in provincia dell'Aquila. Da qui è nato un testo che racchiude uno spaccato dei primi decenni del novecento di quelle località, certamente accomunabile a quello di tanti piccoli centri del nostro Paese. «Elaborare le loro storie è stato anche un modo per percorrere e rivivere insieme la vita di ogni protagonista in maniera intima e personale», racconta Sofia.

Il libro “Il gusto di costruire Comunità” è disponibile anche in forma cartacea presso i Csv del Lazio e il Csv dell’Aquila.

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