Acri e Abi insieme per valorizzare le rimesse degli immigrati

acriÈ stato presentato martedì 30 ottobre 2012, alla presenza del Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi, il protocollo d'intesa fra l'Acri e l'Abi che impegna i due enti a collaborare fra loro e a stimolare le proprie associate per la realizzazione di iniziative utili a valorizzare le rimesse degli immigrati dall'Italia verso i loro Paesi d'origine.

di Alessia Ciccotti

Il protocollo, di portata biennale e rinnovabile, è frutto dell'esperienza che nei loro differenti ruoli le Fondazioni associate all'Acri, da un lato, e le banche associate all'Abi, dall'altro, hanno finora maturato in questo campo e dalla quale emerge che ci sono spazi per ottimizzare l'efficacia delle rimesse dei migranti verso i loro Paesi d'origine con obiettivi che travalichino il semplice sostegno immediato alle spese dei famigliari rimasti in patria.

Secondo Acri e Abi sarebbero sempre più evidenti, da parte dei migranti, i bisogni di allocazione delle risorse finanziarie più complessi nonché funzionali a dare anche un contributo allo sviluppo dei loro Paesi. Il fenomeno migratorio in Italia ha raggiunto dimensioni non trascurabili e quello delle rimesse (7,4 miliardi di euro nel 2011, fonte Banca d'Italia – Eurosistema, 2 ottobre 2012) è uno degli aspetti, forse il più evidente, del legame del migrante con il proprio Paese di origine. L'idea che queste risorse possano avere un ruolo importante per lo sviluppo dei Paesi, oltre che dagli studi in corso, è accreditato anche dalle esperienze di migrazioni intervenute nei decenni scorsi in altri Paesi, come per esempio l'Italia.

Con questo accordo, sia l'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa sia l'Associazione Bancaria Italiana intendono dunque proseguire e confermare un percorso già avviato da tempo. In particolare, con la sigla del protocollo d'intesa, l'Abi si impegna a costituire un gruppo di lavoro al fine di: svolgere un'attività propedeutica di confronto e contribuzione per la realizzazione di una struttura di collegamento tra intermediari finanziari dei Paesi d'accoglienza e d'origine per la valorizzazione del risparmio dei migranti, sulla scorta di quella sperimentata in Senegal; promuovere il modello pilota in altri Paesi e contesti di riferimento, ove esistano le condizioni e l'interesse di tutti i soggetti coinvolti; organizzare incontri di approfondimento e di conoscenza fra le banche italiane e possibili partner istituzionali e finanziari dei Paesi di riferimento per la promozione di siffatti modelli operativi e/o piattaforme finanziarie; supportare le banche aderenti al modello pilota e/o alle analoghe successive iniziative nell'implementazione dei medesimi al fine di favorire la massima valorizzazione del risparmio dei migranti fra l'Italia e i Paesi di origine.
L'impegno dell'Acri consisterà invece nel: informare e coinvolgere le Fondazioni associate nel sostenere il modello pilota già in essere e le  eventuali successive analoghe iniziative; fornire adeguato supporto al processo, anche attraverso le competenze tecniche rese disponibili  all'interno di specifici progetti promossi su questi temi da Fondazioni associate; contribuire a fornire adeguata diffusione e comunicazione delle attività inerenti il modello di valorizzazione del risparmio dei migranti fra l'Italia e i Paesi di origine.

Per maggiori informazioni visita il sito dell'Acri e dell'Abi.

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