CSVnet chiede chiarezza sul CSV di Vicenza ed auspica un incontro con la Consulta Nazionale dei Co.Ge

CSVnet nuovoRoma, 8 maggio 2015 - CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) ha appreso con preoccupazione dello scioglimento del CSV di Vicenza e la conseguente cancellazione dall'elenco regionale per questioni legate alla gestione del Centro di Servizio.

"Ci preme sottolineare che la gratuità è uno dei principi fondamentali del nostro operato, che da oltre 15 anni vede impegnati i 74 CSV presenti in tutte le regioni nella promozione e per lo sviluppo delle organizzazioni di volontariato di tutto il territorio nazionale" – dichiara il presidente di CSVnet, Stefano Tabò.

"Gli oltre 10.500 componenti che, in modi e con compiti diversi, partecipano alla governance dei CSV, nell'87% provengono dal mondo del volontariato: si tratta di persone specializzate e competenti che ricoprono tale incarico a titolo gratuito e dedicano 43.000 ore di presenza all'anno negli organi sociali.

E' un evidente ricchezza, un patrimonio di attività, esperienze, relazioni con i territori, che i CSV rendicontano con trasparenza anche nei confronti delle Fondazioni di Origine Bancaria, che, in base alla legge quadro sul volontariato, hanno il compito di devolvere parte dei loro proventi amministrati dai CSV.

Un valore che si traduce inoltre in un sistema di controllo strutturato all'interno dei CSV, attraverso la presenza dei 241 componenti dei collegi dei revisori dei conti e la verifica di legittimità esterna da parte dei 20 Comitati di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato.

Auspichiamo che le problematiche emerse nel territorio della provincia di Vicenza possano risolversi il prima possibile, attraverso un esaustivo chiarimento delle questioni emerse teso a tutelare in primo luogo le organizzazioni di volontariato e le fasce deboli che ad esse si rivolgono quotidianamente, oltre ai dipendenti del CSV.

A tal fine auspichiamo al più presto l'avvio di un tavolo di confronto fra CSVnet e la Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione, come indicato dal protocollo d'intesa del 30 novembre 2007 che prevede <<...di affidare ad un gruppo paritetico il compito di analizzare e facilitare e la risoluzione, anche mediante forme di accompagnamento delle situazioni ritenute concordemente problematiche, emergenti in contesti regionali, al fine di prevenire il ricorso alle vie legali o a contenziosi di difficile o non celere soluzione >>".