Voucher universale: all'Istituto Sturzo la presentazione del disegno di legge
Si è trattato di un "comitato permanente di pressione sociale e politica perché il voucher non resti una proposta" quello che si è voluto costituire mercoledì 16 luglio in occasione del dibattito promosso dall'Istituto Luigi Sturzo sul disegno di legge presentato lo scorso giugno sul voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia, su cui lo stesso Istituto ha lavorato. A dirlo è stato il segretario generale Giuseppe Sangiorgi, in apertura dei lavori.
Secondo la proposta, firmata da un nutrito gruppo di senatori e deputati di diversi schieramenti, il sistema dei voucher permetterebbe l'acquisto e la fruizione di beni e servizi di cura per bambini, persone anziane o disabili o, ancora, per retribuire i collaboratori domestici.
Nel corso della giornata i relatori hanno illustrato l'impatto finanziario e occupazionale del voucher universale, l'importanza dei servizi alla persona nel mercato del lavoro e il rapporto tra il voucher e il secondo welfare.
In particolare sono stati illustrati i principali vantaggi che l'adozione dei voucher può produrre, vale a dire: la lotta all'evasione fiscale, l'emergere del lavoro nero che molto spesso riguarda proprio colf e badanti, la sensibile crescita dell'occupazione, soprattutto quella femminile e lo sviluppo del welfare aziendale.
Roberto Cicciomessere di Italia Lavoro ha illustrato nel dettaglio il contenuto del disegno di legge, offrendo anche un quadro europeo sul funzionamento dei voucher o di sistemi simili. Tra i Paesi in cui vengono già impiegati ci sono Francia, Spagna, Regno Unito e Lussemburgo. Cicciomessere ha poi evidenziato la notevole differenza tra l'Italia e il resto d'Europa per quanto riguarda la spesa dello Stato per famiglia e bambini: il nostro Paese si conferma infatti fanalino di coda, investendo solamente l'1,4% del Pil, pari a 22 miliardi, contro la Danimarca, prima della classe, che spende il 4,1% del suo Prodotto interno lordo, la Germania il 3,1%, la Francia il 2,6%, mentre il Regno Unito è più vicino a noi con l'1,7%.
Secondo Cicciomessere il sistema del voucher universale può realmente mettere in moto un mercato; inoltre, la diminuzione del prezzo dei servizi può avere un impatto fortissimo sull'occupazione femminile perché avendo maggiori possibilità di usufruire di prestazioni finora considerate troppo costose, le donne potrebbero più facilmente liberare parte del proprio tempo, dedicandolo al lavoro.
Nella sua relazione sull'impatto finanziario e occupazionale della proposta di legge, Giuseppe Roma ha proprio sottolineato che negli ultimi 10 anni 1milione e mezzo di donne hanno abbandonato il lavoro e tra le motivazioni principali e più frequenti vi è proprio la necessità di dedicarsi alla cura della famiglia, di un anziano o dei figli. Secondo l'analisi realizzata dal Censis, inoltre, l'incidenza media della spesa mensile per i servizi domiciliari sul reddito familiare è pari al 29,5% e questo per il 56,4% delle famiglie rappresenta un problema difficile da affrontare.
Notevoli sarebbero anche gli effetti che questo sistema potrebbe produrre. Giuseppe Roma ha spiegato che solo nel primo anno potrebbero emergere dal lavoro nero 100mila persone e potrebbero crearsi 53mila posti di lavoro in più. Anche le piccole e medie imprese potrebbero trarre considerevoli vantaggi iniziando ad erogare benefit di tipo assistenziale e allargando il numero dei beneficiari.
Per Franca Maino, direttore del laboratorio Secondo Welfare, sono 4 i punti di connessione principali tra il voucher universale e il secondo welfare: la capacità di rispondere ai bisogni, l'essere motore di sviluppo e di crescita, la possibilità di catalizzare l'azione di nuovi protagonisti, tra cui il volontariato e il terzo settore, l'opportunità di sviluppare il welfare aziendale, dove l'area della non autosufficienza risulta ancora scoperta.
Si sono alternati sul palco anche alcuni dei parlamentari che hanno firmato la proposta, tra cui l'onorevole Carlo Dell'Aringa (Pd) secondo cui il voucher universale può favorire la conciliazione lavoro-famiglia e sposta l'asse degli interventi dalla mera erogazione di denaro alla fornitura di un vero e proprio servizio, di un sostegno concreto.
Anche la senatrice Federica Chiavaroli (Ncd) ha ribadito l'importanza che il sistema promosso dal disegno di legge rappresenta per l'incremento dell'occupazione femminile, sottolineando poi come la proposta punti sulla certificazione e il monitoraggio delle competenze dei lavoratori impiegati nel settore dei servizi alla persona e dunque su una maggiore qualificazione e valorizzazione del settore stesso.
Per il senatore Giorgio Santini (Pd), che ha chiuso la mattinata, il disegno di legge vuole essere uno strumento di intervento per attivare iniziative concrete ed inoltre "i servizi alla persona possono diventare uno dei volani più importanti della ripresa dell'occupazione".


















