Milanesi generosi nonostante la crisi

Venerdì 31 gennaio, a MIlano, un cartello di associazioni civiche, tra cui Ciessevi, il Centro di Servizio per il Volontariato provinciale, ha reso noti i nomi dei vincitori del Premio Panettone d’Oro 2014, patrocinato dal Comune di Milano; si tratta di 25 tra cittadini e associazioni che si sono particolarmente distinti per atti di virtù civica e solidarietà.
I premi saranno consegnati nel corso della cerimonia ufficiale che si terrà domenica 2 febbraio alle 16.30 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino.
Per l’occasione, sono stati presentati i risultati di una ricerca sul senso civico dei milanesi, commissionata da Comieco e AMSA-Gruppo A2A, e condotta da IPSOS su un campione di 700 individui residenti nel Comune di Milano.
Dall’indagine emerge che, pur restando prevalente l’idea di un peggioramento del senso civico dei milanesi, vi è un’inversione di tendenza per quanto riguarda la solidarietà: oggi il 53% del campione pensa che i cittadini continuino ad essere solidali con i bisognosi, contro il 38% del 2011, ed è in calo la percezione di essere un popolo “chiuso” in sé stesso (45% contro il 60% del 2011).
Ma qual è l’origine del senso civico? I milanesi sono convinti che derivi da una serie di valori morali individuali (67%, +5% rispetto al 2013), mentre il 17% ritiene che abbia origine da un sentimento di appartenenza al territorio. Solo il 13% crede sia da ricondurre ad un sentimento di fiducia nelle istituzioni.
Per migliorare il nostro patrimonio di cultura civica, i milanesi scelgono le leve dell’educazione al rispetto della collettività (41%) e dell’aumento dei controlli sul territorio (28%) quali strade più efficaci da percorrere. Su questa corrente si inserisce anche l’apprezzamento verso un sistema premiante per cittadini e associazioni, che si sono distinti per particolari gesti che esaltano le virtù civiche: così la pensa il 58% del campione che giudica positivo, ad esempio, insignire con premi e riconoscimenti i più meritevoli.
Il comportamento da condannare resta la corruzione in cambio di favori (31%, contro il 33% del 2013), seguito ancora dall’evasione fiscale (24% contro il 26% del 2012). Considerato molto grave anche prelevare soldi da un portafoglio ritrovato (11%) e l’assenteismo dal posto di lavoro senza giusta causa (10%). Viaggiare sui mezzi pubblici senza biglietto è criticato solo dal 4% dei cittadini (era il 5% nel 2013).
Per 8 milanesi su 10 solidarietà significa principalmente dedicare tempo ad attività di volontariato, mentre solo il 14% traduce la solidarietà con donazioni in denaro. E proprio sul fronte delle donazioni si possono ravvisare gli effetti della crisi economica: è aumentata infatti la percentuale di intervistati che hanno dichiarato di donare meno rispetto al passato (49% contro il 30% del 2011), mentre, per contro, è calata al 25% (rispetto al 47% del 2011) la quota di cittadini che sostengono di non aver cambiato negli ultimi anni le proprie abitudini e di aiutare gli altri come prima della crisi. Stabile chi dichiara di non aiutare più perché impossibilitato a farlo (17% contro il 16% del 2011).
I Milanesi ed EXPO2015
In questo quadro caratterizzato da una crisi economica che non mostra segnali di risoluzione, i cittadini di Milano guardano ad EXPO2015 con entusiasmo. L’87% dei cittadini apprezza il fatto che Milano ospiti EXPO e anche se la città non sembra essere del tutto pronta (soprattutto sul fronte della costruzione degli edifici per l’esposizione, della pulizia della città, e del trasporto pubblico locale) per il 67% dei milanesi EXPO sarà un successo e Milano (66%) si vede pronta ad accogliere i tanti visitatori che giungeranno in città.
Rispetto allo scorso anno aumentano le aspettative per il possibile impatto di EXPO su Milano: per l’86% avrà conseguenze positive sull’immagine internazionale di Milano (importante volano per la città), servirà al rilancio economico della città (80%) e avrà ripercussioni positive anche su infrastrutture e trasporti (81%). Tuttavia, il livello di informazione sulla manifestazione lascia qualche perplessità. Se da un lato il 64% del campione si è detto informato non solo del fatto che Milano ospiterà EXPO, ma anche che il tema sarà “nutrire il pianeta – energia per la vita”, dall’altro il 16% conosce il luogo dell’evento ma non il tema e il 10% si è detto informato sul tema di EXPO, senza sapere che si svolgesse a Milano. Infine, il 10% si è detto ignaro sia del luogo che del tema.
Senso civico è anche raccolta differenziata
La raccolta differenziata non è più solo il modo migliore per smaltire i rifiuti, ma un indicatore di senso civico. Il maggior radicamento dell’abitudine a differenziare sta lentamente spostando la raccolta differenziata tra quei comportamenti assodati e dunque non più necessariamente “virtuosi”, ma semplicemente necessari. Rispetto al 2013, aumenta la quota di chi vede in essa la possibilità di un risparmio per la collettività (32%), mentre cala al 36% la quota che individua come principale effetto la riduzione dell’inquinamento. Stabile al 30% chi pensa che con la raccolta differenziata i cittadini si abituino a pensare al bene collettivo. Non effettuare la raccolta differenziata viene considerato segno di scarso senso civico dal 16% del campione (per il 3% è il comportamento più grave in assoluto) e abbandonare i rifiuti in un luogo pubblico viene percepito come gesto grave dal 35% degli intervistati.


















