Questione d'immagine: un'indagine sulla costruzione dell'immaginario collettivo
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Questione d'immagine: un'indagine sulla costruzione dell'immaginario collettivo

In che modo la grande informazione italiana rappresenta visivamente le tematiche sociali, come la disabilità, l'immigrazione o la povertà?

È la domanda alla base di "Questione d'Immagine", il progetto che vuole indagare i meccanismi di costruzione dell'immaginario collettivo sulle tematiche sociali e i rischi di discriminazione delle minoranze, attraverso l'analisi delle fotografie e dei servizi video dei principali media nazionali.

Nato sulla scia di Parlare Civile, il progetto è stato presentato durante il seminario dell'agenzia di stampa Redattore Sociale "Rimozioni" del novembre scorso; è finanziato da Open Society Foundations e promosso da Redattore Sociale, dall'associazione Parsec, dall'associazione Zona ed un gruppo di fotografi e video-maker di livello internazionale uniti dalla passione per la documentazione della società e per la sperimentazione di nuovi linguaggi nel video, nella fotografia e nel giornalismo.

di Alessia Ciccotti

Le tematiche selezionate sono nove: aids, disabilità, droghe, genere e orientamento sessuale, immigrazione, povertà ed emarginazione, prostituzione e tratta, rom, salute mentale. Le più importanti hanno delle sotto categorie. Per ogni tema viene fatta un'ampia ricerca nei media, selezionando una serie di casi tipo, e viene elaborata un'analisi.

Il risultato del progetto sarà contenuto in un sito internet, online prossimamente, che vuole essere uno strumento di discussione 'pionieristico' per aprire la strada alla riflessione sugli errori che possono esserci nella selezione, nel montaggio e nella presentazione delle immagini su tematiche sensibili.

Attraverso una serie di casi simbolo, visti su differenti mezzi di informazione (quotidiani nazionali di diverso orientamento, settimanali nazionali e i telegiornali delle tre reti della Rai), si cerca di ricostruire il puzzle che emerge dal complesso della narrazione dei media. Nel caso dei servizi del telegiornale, oltre alle immagini utilizzate viene tenuta in considerazione anche l'associazione con il testo del servizio, a volte il posto nella scaletta o nei titoli di testa. Nel caso delle fotografie, la coerenza con i titoli e le didascalie è uno degli elementi centrali. Sui temi in cui ci sono prescrizioni deontologiche, come con la Carta di Roma, si tiene conto anche di questo.

Questione d'Immagine unisce competenze diverse: giornalistiche, fotografiche, antropologiche e sociologiche. Si arriva così a decostruire alcuni tipici cliché della produzione dei media. Ad esempio, su una delle tematiche più importanti, l'immigrazione, vediamo l'opposizione tra l'immigrato di successo e l'africano di Rosarno, sfruttato nei campi. Due facce della stessa medaglia. Lo spieghiamo attraverso la storia di Rachid, "da vu' cumprà a dottore" e con l'analisi della rivolta di Rosarno.
I due estremi si toccano perché si basano sullo stereotipo che presenta tutti gli immigrati come miserabili che arrivano sui barconi e descrive quelli che "ce l'hanno fatta" (il metro è il successo e/o la notorietà) come eroi solitari che, lottando contro le forze avverse, sono riusciti a risorgere dalle ceneri. E' la più tipica delle narrazioni occidentali del trionfo solitario dell'eroe. Il cliché opposto, ma ugualmente forte, è quello del "sogno infranto", spesso raccontato con l'uso di immagini d'archivio, non segnalate come tali, e l'associazione artefatta fra eventi lontani tra loro nel tempo e nello spazio. Apparentemente si vuole raccontare il "disincanto" dei migranti che fanno il viaggio pericoloso verso la "terra promessa" fuggendo da "povertà e persecuzioni", una terra che "accoglie e tradisce". Ma quasi sempre, a dispetto delle intenzioni, da un punto di vista visivo il tema viene affrontato nella cornice della minaccia/invasione/sicurezza.
Una fotografia può avere significati diversi. Può rappresentare, cioè far riferimento a qualcuno o qualcosa; può denotare, cioè rimandare a un contesto; infine può assurgere a simbolo, a icona di un'epoca.

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