L'Italia nella terra di mezzo: presentato il Rapporto Unipolis su sicurezza e insicurezza

L'Italia nella terra di mezzo: presentato il Rapporto Unipolis su sicurezza e insicurezza

È un'Italia finita nella "terra di mezzo", avvolta e compressa tra insicurezze globali e paure quotidiane; una realtà a cui ci siamo abituati, con cui abbiamo imparato a convivere 

di Alessia Ciccotti

presentazione rapporto unipolisUna società che, per quanto sfibrata dalla crisi economica, da povertà, da disuguaglianze e da fenomeni corruttivi, che alimentano sfiducia, soprattutto nella politica, trova energie e risorse per sopravvivere e andare avanti. Tutto questo in un'Europa anch'essa in crisi, economica e politica, incerta e più che mai divisa, alle prese con populismi e nazionalismi. Ma che rimane fattore essenziale per guardare a un futuro fondato sulla pace e sullo sviluppo.

È il ritratto del nostro Paese che emerge dall'VIII Rapporto sulla sicurezza e l'insicurezza in Italia e in Europa", realizzato dalla Fondazione Unipolis, con la collaborazione di Demos&Pi e Osservatorio di Paviapresentato martedì 24 febbraio alla Camera dei deputati, con l'intervento della presidente Laura Boldrini, del segretario generale delle Cei, Mons. Nunzio Galantino e del presidente del Gruppo Unipol e di Fondazione Unipolis, Pierluigi Stefanini.

Il Rapporto si articola in due parti: la prima, consiste in una indagine realizzata da Demos&Pi su un campione rappresentativo della popolazione italiana (oltre 2000 casi), su un campione della popolazione di altri 5 paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e, quest'anno, anche Polonia), che analizza la "percezione" dei cittadini rispetto alle questioni della sicurezza e dell'insicurezza; la seconda, in una rilevazione, effettuata da Osservatorio di Pavia, dei 7 telegiornali nazionali italiani, dei tg regionali Rai e dei tg delle testate pubbliche di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna.

Alla presentazione ha partecipato anche il professor Ilvo Diamanti, direttore scientifico dell'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, che ha messo in evidenza come i dati usciti dall'indagine e dalle rilevazioni richiamano "la sgradevole sensazione di essere stretti, quasi schiacciati, tra le violenze globali, che esplodono non lontano da noi: in Francia, Danimarca, Ucraina, Libia, nei paesi dell'area mediterranea e Mediorientale, da una parte, e dall'altra i fatti criminali locali". A questo, secondo Diamanti si aggiunge la crisi economica, che "continua a gravare sulle imprese e sul lavoro intorno a noi. Vicini a casa nostra. Il problema è che, come in passato, la percezione e la rappresentazione degli eventi ansiogeni, delle paure divergono".

Il Rapporto, però, secondo l'opinione di Diamanti, mette in risalto anche l'assenza di una drammatizzazione del sentimento sociale: "Le paure non si traducono in Paura. - ha detto Diamanti - Le incertezze non si condensano in una nube di Grande Incertezza, com'era avvenuto negli ultimi anni". "Le paure globali, - continua - l'inquietudine economica e il rifiuto della politica colpiscono la maggioranza della popolazione. Per cui è come se nella "terra di mezzo", dove viviamo, ci fossimo abituati alle emergenze. E, in una certa misura, riuscissimo ad accettarle – se non ad affrontarle e a risolverle – con minore angoscia del passato".

"Solide reti di relazioni personali e sociali" sembrano essere un antidoto all'insicurezza, "perché insieme agli altri, in mezzo agli altri, - può sembrare banale, ma è vero - ci sentiamo meno insicuri. - ha spiegato infine Diamanti - E più felici".

Scarica qui il Rapporto.

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