Conclusa l'Autoconvocazione del volontariato italiano

Roma 9 maggio 2015 - Si sono svolti oggi i lavori dell'Autoconvocazione del volontariato italiano. Più di 300 volontari presenti a Roma da tutta Italia per costruire il messaggio che il volontariato vuole dare al Paese.
Un volontariato che rivendica prima di tutto la propria identità e la propria autonomia e non solo la capacità di rispondere a bisogni sociali sempre più urgenti in questo delicato momento di crisi del nostro Paese.
Un volontariato che rappresenta più di 4 milioni e mezzo di cittadini e che esprime centinaia di migliaia di organizzazioni e che chiede di essere riconosciuto per i suoi valori e per la sua azione.
I volontari sono presenti ovunque e nei più diversi ambiti che vanno dal piano educativo, a quello dell'accoglienza, dall'inclusione sociale alla tutela dei diritti, alla salvaguardia dell'ambiente e del territorio e del patrimonio artistico e culturale, fino agli interventi di protezione civile, all'impegno internazionale, al contrasto alla povertà e alla emarginazione sociale.
Tutti i temi, questi, che sono stati affrontati negli otto gruppi di lavoro durante la giornata dell'Autoconvocazione: dal tema dei valori del volontariato a quelli della coesione sociale, dal volontariato e legalità, alla sussidiarietà e ai beni comuni, toccando ancora i temi del rapporto con la comunicazione e la globalizzazione della solidarietà, le reti e il volontariato generazionale.
Il volontariato insomma rivendica il suo ruolo e chiede di poter contribuire a giocare un ruolo anche politico all'interno del nostro Paese, con particolare riferimento al Disegno di Legge Delega di Riforma del Terzo settore.
La giornata di oggi è l'avvio di un percorso partecipato che consentirà al volontariato protagonismo e opportunità di descrivere quel paese che vuole contribuire al cambiamento. Appuntamento conclusivo al prossimo 5 dicembre Giornata Internazionale del Volontariato.


















