Persone senza dimora: da Istat i primi risultati del conteggio nelle 14 città metropolitana
L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la fio.PSD, con la campagna Tutti contano a cui ha contribuito anche CSVnet. Poco più di 10mila le persone senza dimora rilevate. Roma è la città con il valore assoluto maggiore, Reggio Calabria invece è il comune che registra il valore minore
Sono stati presentati il 25 marzo i primi esiti della rilevazione dedicata alle persone senza dimora, promossa e coordinata dall’Istat in collaborazione con la fio.PSD-ETS (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora), che si è occupata del reclutamento e dell’organizzazione della rete dei rilevatori con la campagna Tutti contano.
Alla campagna hanno contribuito numerose realtà del terzo settore, tra cui anche CSVnet.
La rilevazione è stata condotta nel mese di gennaio nei 14 Comuni Centro di Area Metropolitana (CCAM): Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari.
Sono state coinvolte anche le amministrazioni comunali che hanno offerto supporto logistico, collaborando alla mappatura delle aree di rilevazione e delle strutture di accoglienza notturna, e hanno garantito la sicurezza durante le operazioni di conteggio.
L’indagine si colloca nell’ambito della più ampia strategia del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni e si propone di rilevare e monitorare la grave marginalità adulta, con la produzione di dati affidabili, comparabili e metodologicamente coerenti con gli standard internazionali.
Per conseguire gli obiettivi prefissati, l’impianto metodologico è stato articolato in due fasi integrate e sequenziali: un conteggio delle persone senza dimora (condotto il 26 gennaio 2026), seguito da una rilevazione campionaria di approfondimento tematico basata su interviste dirette (condotte il 28 e 29 gennaio).
La nota diffusa da Istat presenta i risultati ottenuti con la prima fase e, in particolare, la stima del numero delle persone che nella notte del 26 gennaio 2026 vivevano in strada, in sistemazioni di fortuna o erano ospiti delle strutture di accoglienza notturna. Per il conteggio è stato utilizzato l’approccio Point in Time (cfr. glossario), basato sulla rilevazione diretta – nella stessa notte per tutti i 14 CCAM coinvolti – delle persone senza dimora.
I dati diffusi, sottolinea Istat, per metodologia e copertura territoriale, non sono comparabili con quanto diffuso dall’Istituto in precedenti ricerche e indagini sulla popolazione senza dimora.
Principali risultati
Il numero delle persone senza dimora, di almeno 18 anni di età, rilevate il 26 gennaio 2026 nei 14 CCAM è pari a 10.037 individui (Prospetto 1). Tra questi, 5.563 persone (55,4 per cento) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna. Le ulteriori 4.474 persone (44,6 per cento) sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna (da ora in avanti semplicemente in strada).
Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada), seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada). Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada).
Le donne, fra le persone senza dimora, rappresentano una minoranza: in struttura risultano essere 1.189, rappresentando il 21,4 per cento; in strada è stato possibile distinguere il sesso per circa il 75 per cento dei casi conteggiati e tra questi circa il 12 per cento è rappresentato da donne.
Nelle strutture di accoglienza notturna le persone di nazionalità straniera sono oltre i due terzi del totale (3.838 contro 1.725 di nazionalità italiana) e, anche tra chi è stato rilevato in strada, rappresentano il 70,5 per cento dei casi con nazionalità individuata.
I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3 per cento (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 ai 60 anni il 61,3 per cento (3.413), mentre gli ultrasessantenni il 23,4 per cento (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è significativamente più bassa, pari al 10,6 per cento dei casi con età rilevata, a vantaggio di una maggiore concentrazione nella fascia d’età compresa tra i 31 e i 60 anni (73,2 per cento).
La disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza notturna considerate (pari a 6.678 posti letto) risulta inferiore al numero complessivo delle persone senza dimora conteggiate nelle strutture e in strada (10.037 persone), seppur con differenze rilevanti tra i Comuni.
Roma accoglie oltre un quarto del totale delle persone senza dimora conteggiate (26,1 per cento); seguono Milano (16,4 per cento), Torino (10,3 per cento) e Napoli (10,3 per cento). Se complessivamente le persone senza dimora conteggiate in strada rappresentano il 44,6 per cento del totale, nelle quattro città delle Isole la quota risulta inferiore (Figura 1), raggiungendo il valore minimo a Messina (19,4 per cento); le quote più elevate si osservano invece a Genova (65,9 per cento), a Firenze (59,0 per cento) e a Napoli (55,0 per cento).
Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11 per cento della popolazione residente dei Comuni considerati. Va tuttavia precisato che il collettivo dei senza dimora include anche individui non iscritti in anagrafe o residenti in Comuni diversi da quelli dove si trovano a gravitare.
© foto in copertina di Massimiliano Marradi, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"


















