Intelligenza artificiale e creatività, arriva il sostegno di Google e Fondo per la Repubblica Digitale
Con un bando di oltre 1,3 milioni di euro, l'obiettivo è riqualificare fino a 2.500 professionisti a rischio di esclusione digitale nei settori cinema/audiovisivo, musica e informazione, attraverso corsi formativi di enti non profit e fondazioni
Dalla Biennale del cinema di Venezia arriva l'annuncio di Google di un nuovo capitolo strategico di “AI Works for Italy”, l'iniziativa avviata nel nostro Paese per diffondere competenze essenziali sull'intelligenza artificiale in tutto il territorio nazionale, per favorire una transizione digitale anche nel settore creativo.
L'obiettivo è riqualificare da 2.000 a 2.500 professionisti a rischio di esclusione digitale nei settori del cinema/audiovisivo, della musica e dell'informazione. Per farlo, attraverso il braccio filantropico Google.org, viene erogato un finanziamento di 1.000.000 di dollari (USD) al Fondo per la Repubblica Digitale (FRD), integrato da un cofinanziamento diretto fino a 500.000 euro da parte dello stesso Fondo, per un impegno complessivo di oltre 1,3 milioni di euro.
L'iniziativa prenderà il via entro il 2026 con un bando pubblico (Open Call) promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale, volto a selezionare e finanziare da 2 a 4 enti attuatori non profit, tra associazioni, fondazioni e enti del terzo settore, che cureranno l'erogazione dei corsi sul territorio a partire dalla metà del 2027.
Nel biennio 2027–2028, fino a 2.500 professionisti seguiranno percorsi formativi organizzati con un approccio laboratoriale. Il programma integrerà un modulo base di alfabetizzazione sull'AI (sviluppato da MinnaLearn) e workshop pratici verticali dedicati ai flussi di lavoro di cinema, musica e informazione guidati da esperti del settore, puntando a un tasso di completamento del 90% e a un impatto concreto sulle opportunità professionali dei partecipanti.
Nella nota dei promotori si legge "l’Intelligenza Artificiale generativa rappresenta una delle più grandi opportunità di crescita, tutela, esportazione culturale e rinnovamento produttivo per il mondo della creatività".
Secondo lo studio globale indipendente condotto da Public First per Google, l'AI può incrementare del +20% la produttività individuale dei creativi liberando - tanto a livello globale quanto in Italia - una media di 390 ore all'anno (circa 10 settimane lavorative) da compiti operativi e ripetitivi. Inoltre, grazie agli strumenti di traduzione e localizzazione, l'Intelligenza Artificiale ha il potenziale di amplificare la diffusione del Made in Italy all'estero, aumentando fino al +540% la visibilità dei contenuti e delle produzioni in lingua italiana su scala globale e generando 1,9 miliardi di euro di nuovi ricavi da export culturale. In Italia, dove il Sistema Produttivo Culturale e Creativo genera oltre 112 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega 1,5 milioni di persone in quasi 289.000 imprese, questa trasformazione può tradursi in un valore aggiunto diretto di 3,3 miliardi di euro per il comparto creativo locale (cinema, musica, design, editoria e audiovisivo) e un incremento complessivo fino a 11 miliardi di euro di PIL addizionale per il Sistema-Paese entro il 2035, grazie all'effetto moltiplicatore sulle PMI, sulla manifattura Made in Italy e sui servizi digitali.
L'analisi di Public First affronta direttamente anche il tema dell'occupazione, sottolineando come la reale minaccia per l'occupazione non derivi dall'automazione, ma dall'insostenibilità economica dei modelli produttivi tradizionali. Tuttavia, poiché il tessuto creativo italiano è composto per oltre il 95% da micro-imprese, liberi professionisti e case di produzione indipendenti, e a fronte di un divario di competenze digitali di base che vede l'Italia (54,3%) al di sotto della media UE (60,4%, Rapporto Decennio Digitale 2026), il rischio è che molti talenti restino esclusi dalle opportunità della transizione tecnologica guidata dall’AI.



















