Nel carcere di Foggia un'estate tra libri e cinema
Parte il 3 luglio il progetto dell'artista Daniela d'Elia "Voci libere", che ogni settimana coinvolgerà i detenuti in incontri di lettura condivisa e proiezioni di pellicole sui temi della resilienza, della speranza, della libertà, del senso di responsabilità e del valore delle relazioni familiari
Questa estate, a partire dal 3 luglio e fino alla fine di settembre, i detenuti della Casa Circondariale di Foggia prenderanno parte ad incontri settimanali in cui si alterneranno la lettura condivisa e la visione di film scelti per la loro forza narrativa e il valore tematico.
Particolare attenzione sarà data a opere che trattano argomenti come la resilienza, la speranza, la libertà, il senso della responsabilità e il valore delle relazioni familiari.
Si tratta dell'iniziativa “Voci Libere: Lettura e Cinema in Carcere”, il nuovo progetto culturale ideato dall’artista Daniela d’Elia per tentare di costruire ponti tra l’interno e l’esterno, tra l’individuo e la collettività, tra la detenzione e la possibilità di trasformazione.
Il progetto va in continuità ideale con il percorso teatrale “La liberazione interiore attraverso il teatro”, che nei mesi scorsi ha già visto una forte adesione da parte della popolazione detenuta, aprendo uno spazio di confronto, espressione e ascolto.
Ora, l'obiettivo è quello di ampliare e approfondire quell’esperienza, portando nel carcere la voce dei libri e delle immagini, attraverso momenti strutturati di lettura ad alta voce e proiezioni cinematografiche, seguite da momenti di discussione collettiva. L'intento è inoltre quello di offrire un tempo qualitativo all’interno della vita detentiva, un tempo capace di generare pensiero, rielaborazione, nuove connessioni affettive e cognitive.
Il progetto prevede inoltre delle giornate speciali “Voci in Famiglia”, durante le quali padri detenuti potranno vivere un’esperienza di lettura condivisa con i propri figli, in spazi allestiti in modo accogliente e protetto.
Come spiegano i promotori, "questi momenti – resi possibili dalla collaborazione con la direzione dell’istituto e le figure educative – mirano a rafforzare i legami affettivi, promuovendo l’ascolto reciproco attraverso il linguaggio universale delle storie".
“Mi interessa lavorare sul tempo – spiega Daniela d’Elia – in un luogo dove ha un peso e un senso diversi rispetto all’esterno. La lettura e il cinema non sono solo attività culturali, ma pratiche che possono arricchire quel tempo e renderlo più abitabile, più umano. Ogni parola ascoltata insieme, ogni storia condivisa, può diventare un punto di contatto, un gesto di riconoscimento, una possibilità nuova”.
“Voci Libere” si configura dunque come un laboratorio relazionale e culturale: in un tempo spesso sospeso e ripetitivo come quello della detenzione, l’incontro con la narrazione rappresenta un’occasione preziosa per restituire senso, parola, emozione.


















