Fondo Repubblica Digitale: assegnati 5 milioni per 18 progetti per il 2025
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Fondo Repubblica Digitale: assegnati 5 milioni per 18 progetti per il 2025

Si tratta del bando “Dritti al Punto”, realizzato in collaborazione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, attraverso il quale sarà potenziata l’offerta formativa dei 467 Punti Digitale Facile in tutta Italia, per migliorare le competenze digitali dei cittadini 

Sono stati scelti i 18 progetti da sostenere grazie al bando "Dritti al Punto”, promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale in collaborazione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale che mira a migliorare le competenze digitali dei cittadini su tutto il territorio nazionale. Le attività prenderanno avvio entro la fine del 2025 e si concluderanno nel 2026.

Tra i progetti selezionati - distribuiti equamente tra Nord, Centro, Sud e Isole - emergono iniziative che coniugano formazione e impatto sociale: dal rafforzamento delle competenze digitali di base allo sviluppo di percorsi personalizzati e flessibili, fino ad attività itineranti, materiali multilingue e soluzioni innovative per superare le barriere di accesso al digitale. Le proposte mirano a rispondere ai diversi gradi di preparazione dei beneficiari e garantire un apprendimento realmente inclusivo ed efficace. 

In totale sono stati assegnati circa 5 milioni di euro.

L’obiettivo del bando era quello di sostenere progetti di formazione all’interno di 467 Punti Digitale Facile, integrando le attività già pianificate e realizzate nell’ambito della misura “Rete dei servizi di facilitazione digitale” del PNRR, al fine di potenziarne l’offerta formativa.

Molti delle iniziative che si andranno a realizzare si distinguono per l’approccio innovativo e l’impatto sui territori. Alcuni progetti prevedono programmi formativi strutturati in moduli tematici, ispirati al quadro europeo DigComp 2.2, articolati su più livelli per adattarsi ai diversi gradi di competenza dei partecipanti e fornire strumenti concreti ed efficaci. Altri puntano a rafforzare la formazione digitale come strumento di inclusione sociale, portando l’innovazione direttamente dove serve di più: grazie a unità mobili attrezzate come aule didattiche itineranti, sarà possibile raggiungere comunità locali, piccoli centri e aree meno servite, offrendo corsi brevi e pratici pensati per i bisogni concreti dei cittadini. Tra gli elementi distintivi ricorrono anche la forte attenzione all’innovazione didattica, la flessibilità e la personalizzazione dei percorsi formativi, per garantire esperienze accessibili e su misura. Una parte significativa dei progetti è inoltre dedicata al rafforzamento delle competenze digitali di base, con particolare attenzione a persone in condizione di fragilità – anziani, migranti, giovani, e persone con disabilità – e al superamento delle barriere attraverso il coinvolgimento della rete dei nodi territoriali e la partecipazione diretta delle comunità.

Per Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica: “Il Governo considera l’inclusione digitale una priorità strategica: con iniziative come questa vogliamo rendere i cittadini protagonisti, capaci di accedere ai servizi, partecipare pienamente alla vita democratica e sfruttare appieno le potenzialità della tecnologia. In quest’ottica, la collaborazione tra pubblico e privato sociale si conferma capace di produrre un impatto concreto e reale per l’intero Paese.”

Per Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Investire nelle competenze digitali significa investire nelle persone e nei territori, creando le condizioni per ridurre le disuguaglianze e rafforzare la coesione sociale. I 18 progetti selezionati con il bando Dritti al Punto vanno proprio in questa direzione: consolidano i Punti Digitale Facile come spazi a disposizione delle comunità e dei territori, dove i cittadini possono trovare strumenti concreti per crescere e cogliere le opportunità che la tecnologia offre. L’inclusione digitale, soprattutto verso chi è più fragile, deve essere quindi una leva fondamentale per costruire un Paese più giusto. Un ringraziamento speciale va alle Fondazioni di origine bancaria che, attraverso il Fondo per la Repubblica Digitale, contribuiscono a tradurre questa visione in realtà.”

 

© Foto in copertina di tookapic da Pixabay

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