A Bruxelles per scoprire le istituzioni e la società civile europee
Il racconto di Giovanna, operatrice del Csv di Padova e Rovigo, che ha partecipato al primo progetto di mobilità del 2026 organizzato da CSVnet per offrire ai Csv opportunità formative e di scambio con realtà dell’Unione europea
Quando chiediamo a Giovanna com’è andata la sua esperienza di job shadowing a Bruxelles non ha esitazioni: “Molto preziosa! Sono stata felice di esser stata selezionata e quando è stato il momento di volare per Bruxelles non ho avuto dubbi”.
Lei è Giovanna Sgualdino, operatrice del Csv di Padova e Rovigo, che dal 2 al 5 marzo ha preso parte al primo progetto di mobilità europea del 2026 organizzati da CSVnet per offrire ad operatori e volontari dei Centri di servizio opportunità formative e di scambio con realtà di paesi dell’Unione europea.
Gli obiettivi del progetto erano, tra gli altri, la conoscenza dei processi e dei meccanismi di partecipazione delle istituzioni europee, della società civile europea e delle ECI (European Citizens Initiatives), il potenziamento della lingua inglese nel contesto lavorativo e la possibilità di fare networking con attori e soggetti istituzionali e della società civile.
Nello specifico, il gruppo con cui Giovanna è partita (insieme a colleghi e colleghe dei Csv di Vicenza, Lazio e Milano) ha partecipato alla Civil Society Week 2026, che si è svolta nella capitale belga, presso la sede del CESE, il Comitato Economico e Sociale.
“Persone, Democrazia e Resilienza” è stato il filo conduttore dell’evento. Secondo Giovanna - e di fronte all’attuale situazione geopolitica internazionale - “quest’iniziativa restituisce la percezione che il sistema Europa sia più che mai importante per presidiare quelle aree della società che stanno alla base del nostro vivere comunitario”.
“Durante la settimana, - ci racconta - diverse sessioni dinamiche, conferenze e attività laboratoriali hanno permesso di mettere in evidenza come questa iniziativa sia un laboratorio vivo e fondamentale per la partecipazione democratica e ha offerto uno spazio in cui la cooperazione, la responsabilità condivisa e l’impegno collettivo non sono solamente stati discussi, ma anche effettivamente messi in pratica”.
“Ho seguito i diversi panel proposti nel corso delle giornate, - spiega ancora Giovanna – ho partecipato alle attività dei tavoli, interloquito con chi presidiava i banchetti legati alle campagne portate avanti dai vari gruppi di cittadini e che mirano a ricevere attenzione dal Consiglio e dalla Commissione Europea”.
Tra i vari temi affrontati, per Giovanna i più rilevanti sono stati quelli del coinvolgimento della società civile e del mondo del volontariato nello sviluppo di approcci e comportamenti resilienti e nella costruzione di una cultura della preparazione alle emergenze (preparedeness), nonché il tema dell’uso delle tecnologie digitali.
“Inoltre, - ha aggiunto – ho trovato molto potente lo strumento delle ECI, le European Citizens initiatives, ovvero quelle campagne promosse da gruppi di cittadini che, una volta raggiunto il milione di firme, possono essere portate all’attenzione del Consiglio e della Commissione Europea e possono diventare dei temi discussione in Parlamento Europeo o a addirittura trasformarsi in nuove norme adottate dall’UE”.
“È stata un’esperienza piena. - ha detto in conclusione Giovanna - E, sopra ogni altra cosa, la mia partecipazione mi ha fatto molto riflettere sul ruolo potenziale del nostro ente nel rafforzare, a livello nazionale e locale, il ruolo dell’UE e della società civile. Mi porto a casa il desiderio di continuare a tenere vivo il mio interesse e di mettermi a disposizione per veicolare tra gli ETS dei nostri territori i temi discussi a Bruxelles”.

Accreditamento KA1 – Educazione degli adulti: 2020-1-IT02-KA120-ADU-095192
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