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Essere donna anziana oggi, che percezione si ha del proprio corpo e dello stato di salute; quanto conta il pregiudizio di chi pensa che affettività e sesso non sono temi che riguardino gli anziani; le violenze psicologiche e fisiche dalle donne anziane; quanto l'età anziana femminile è esposta a situazioni di disagio economico e di povertà. Sono gli aspetti esplorati da Auser Nazionale in un'indagine di carattere nazionale i cui risultati saranno presentati a Roma lunedì 17 dicembre 2012.
Lo studio ha visto la realizzazione di sei focus group, condotti in 6 diverse città italiane (Ancona, Genova, Napoli, Pescara, Rovigo e Udine) nel periodo compreso tra maggio e settembre 2012. Sono state coinvolte circa 100 donne volontarie Auser con prevalenza di ultra 60enni, circa il 70%, mentre la restante quota era costituita soprattutto da over 50.
L'obiettivo è stato quello di acquisire elementi conoscitivi su alcune tematiche che l'Auser considera prioritarie per mettere in campo e promuovere iniziative di sensibilizzazione.
Secondo alcuni dei dati emersi le donne anziane di oggi sono molto attive in famiglia e presenti nel volontariato, vivono più a lungo e hanno un reddito più basso degli uomini. Sulla base delle ricerche disponibili, poche, per diversi aspetti le donne anziane italiane risultano attive nella rete familiare, centrali nei flussi di scambio fra le generazioni, presenti nelle attività di volontariato, facendo emergere i contorni di un'età anziana più disponibile a fornire piuttosto che a ricevere aiuto. Nel 2009, si calcola che sono state prestate 3 miliardi di ore di aiuto informale, 2,2 miliardi delle quali sono state prestate da donne.
Tra quelli più allarmanti vi è il dato relativo all'aumento dei casi di violenza su donne anziane. Secondo diverse fonti indirette, di natura istituzionale e provenienti dal patrimonio dell'associazionismo femminile (centri anti violenza e Casa delle donne), il fenomeno è diffuso e in continua espansione (condotte attive ma anche omissive) in relazione a diverse cause e variabili. Limitazioni, maltrattamenti e forme di esclusione nelle condizioni di vita femminile anziana trovano molti silenzi e reticenze nella rappresentazione sociale e nelle culture professionali ancora intrise di stereotipi di genere, di pregiudizi sulla vecchiaia e, data la scarsità di risorse pubbliche, di forti obbligazioni familiari.
L'indagine dell'Auser sottolinea inoltre come ci sia il rischio che la recessione economica e i tagli alle politiche di welfare aumentino la pressione economica sulle famiglie incrementando il rischio della vulnerabilità delle persone anziane e con esso il rischio di maltrattamento. Le diseguaglianze sociali possono aumentare le discriminazioni di genere anche tra le persone anziane causando differenti tipi di violenze.
Alla presentazione dello studio parteciperanno, fra gli altri: Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudia Bassanino, medico chirurgo e ginecologa, Carla Cantone, segretario generale Spi Cgil, Vera Lamonica, segretario nazionale Cgil. Concluderà i lavori Michele Mangano, presidente nazionale Auser.



















